Fermare l’invio di armi all’Ucraina e negli altri teatri di guerra, spingere il governo italiano a una formale assunzione di responsabilità politica difronte al parlamento e impedire l’escalation. È questo l’obiettivo di Ripudia la Guerra e Generazioni future, i comitati promotori del referendum articolato in due quesiti e denominato ‘Italia per la Pace’. La campagna nazionale è partita oggi anche a Bari, con la presentazione dell’iniziativa presso la Sala Giunta di Palazzo di Città e il contestuale avvio della raccolta firme. Una raccolta firme che proseguirà nei prossimi mesi con eventi e banchetti in tutta Italia e che tornerà a Bari il 25 aprile, quando sarà allestito un gazebo all’interno di Parco 2 Giugno. Sarà comunque sempre possibile firmare online sulla piattaforma dedicata (info qui e qui).
“Abbiamo bisogno della massima partecipazione popolare e del sostegno della maggioranza degli italiani – è questo l’invito di Antonio Di Siena, coordinatore provinciale di Ripudia la Guerra – e per farlo serve ribadire un concetto: in questo conflitto non conta da che parte stia la ragione. La Russia è una superpotenza nucleare e non si può pensare di sconfiggerla militarmente senza provocare un olocausto atomico. Un mondo ridotto in cenere non saprebbe che farsene della ragione, per questo serve stoppare l’invio di armi e promuovere un immediato cessate il fuoco e l’avvio di un tavolo negoziale tra i belligeranti”.
“Serve mobilitarsi urgentemente – ha ribadito Andrea Catone – per disinnescare la sempre più pervasiva propaganda di guerra. Il clima guerrafondaio è quanto di più pericoloso abbiamo oggi in Italia”. E ancora “I cittadini italiani sono contro l’invio delle armi ma hanno voce soltanto nei sondaggi – ha concluso Matteo Magnisi, attivista del costituendo comitato unitario a sostegno della campagna – a questo serve il referendum, a trasformare questa voce in strumento legislativo e politico. L’iniziativa referendaria è un pezzo della mobilitazione per la Pace in corso da un anno”.





