Una presenza ‘abbondante’ a San Giorgio, con la ‘fioritura’ in corso tra Giovinazzo e Palese, e una ‘modesta’ quantità anche a Bisceglie. Decisamente più massiccia la rilevazione a sud di Bari, soprattutto a Torre Canne. Come ogni anno, torna l’alga tossica anche in provincia di Bari. L’ultimo bollettino pubblicato dall’Agenzia regionale per l’ambiente conferma quanto testimoniato dalle segnalazioni giunte nelle ultime ore da Torre a Mare, con le foto che vi mostriamo: l’attesa ‘Ostreopsis ovata’ è arrivata anche sul nostro litorale.
Secondo l’ultimo monitoraggio dell’Arpa, che studia fondali e superficie dell’acqua in una ventina di punti di prelievo dal Gargano al Salento, l’alga tossica nei primi 14 giorni di luglio è arrivata anche nel Barese. Nel bollettino – che pubblichiamo in coda all’articolo – si segnala la presenza soprattutto all’altezza del lido Trullo, a San Giorgio: le immagini inviate dai lettori sembrerebbero, però, raccontare analoga situazione anche in altri tratti di costa, come Torre a Mare.
Ma che cos’è l’Ostreopsis ovata o alga tossica? Si tratta di un’alga microscopica (unicellulare del gruppo delle Dinoflagellate) che vive nei fondali costieri di natura rocciosa. In superficie si possono notare alghe di colorazione anomala e talvolta chiazze schiumose biancastre e marroni. Niente alghe “sospette” sui fondali sabbiosi. Ostreopsis ovata ama le rocce e le acqua calde, calme e ben illuminate.
L’alga arriva dalle acque tropicali ed è stata introdotta accidentalmente sulle coste pugliesi dal 2000. La tossina può manifestare i suoi effetti attraverso l’inalazione o il contatto. Il vettore è solitamente l’acqua di mare o l’aerosol marino, che si forma sotto l’azione del moto ondoso e quindi del vento. I sintomi compaiono dopo alcune ore dall’esposizione e tendono a regredire spontaneamente senza gravi complicazioni. Tra gli effetti più diffusi: riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti, congiuntiviti, soprattutto dopo mareggiate.
Nel caso di certificata fioritura di Ostreopsis, basta evitare lo stazionamento lungo le coste rocciose durante le mareggiate. Limitare il consumo a scopo alimentare di ricci di mare, che a causa della loro eco-biologia (brucano sulle alghe) potrebbero potenzialmente accumulare la tossina.







