Migliorare l’accessibilità al mare, una maggiore attenzione alla pulizia del quartiere, più collegamenti con centro città e zone residenziali limitrofe e tutelare l’identità culturale del territorio. Sono alcuni dei punti messi nero su bianco da un gruppo di cittadini di Torre a Mare in un documento che raccoglie le principali criticità del quartiere a Sud di Bari, frutto di un sondaggio avviato inizialmente sui social e poi diventato una vera e propria petizione online.
L’idea è nata spontaneamente da alcuni residenti di Torre a Mare; Enzo Rubino, Giusy Cinquepalmi e Luigia Bottalico hanno chiamato a raccolta la cittadinanza per chiedere quali sono le problematiche riscontrate quotidianamente nell’ex frazione di Bari. L’obiettivo, una volta raggiunto un corposo numero di firme sulla petizione lanciata sulla piattaforma change.org, è sottoporre il documento al sindaco di Bari Antonio Decaro affinché possano avere risposte per “migliorare la vivibilità del quartiere“.
A partire dal tema della sicurezza, molti residenti denunciano (specie nel periodo estivo) episodi di criminalità come scippi e furti d’auto e “l’assenza totale di un pattugliamento“; da qui la richiesta di un presidio fisso delle forze dell’ordine. E dato che Torre a Mare nel tempo ha visto crescere il numero di villeggianti e turisti, oltre ad essere un punto di riferimento per le serate estive di ragazzi e famiglie, un altro punto della petizione chiede di “implementare le corse dei treni per il centro città, anche in orari serali e nei festivi. Torre a mare, soprattutto d’estate, rimane totalmente isolata a causa della congestione di auto che vi si concentra all’interno insieme alle code infinite lungo la tangenziale. I residenti rimangono totalmente paralizzati“. Un tema delicato, che va di pari passo con la richiesta di “chiusura al traffico e pedonalizzazione del centro cittadino almeno nel periodo estivo“.
Altro punto centrale della discussione riguarda poi l’inciviltà. Tema che ha portato a chiedere l’installazione di “fototrappole nelle aree di maggiore conferimento dei rifiuti e l’implementazione di controlli e sanzioni della Polizia Locale nei punti di maggiore concentramento turistico selvaggio. Il quartiere durante il periodo estivo sembra una discarica a cielo aperto“, si legge nella petizione, problema che porta anche al proliferare delle blatte.
Ma non è finita qui. Pur trattandosi di una località costiera, a Torre a Mare non ci sono lidi pubblici attrezzati, e su questo tema la richiesta è rivolta “all’individuazione di punti strategici del litorale per la creazione di ampi lidi attrezzati con pedane di legno sugli scogli, scalini per la discesa in acqua in favore di persone fragili, zone ombreggiate, punto ristoro, bagnino per assistenza e primo soccorso“. D’altra parte, le spiagge libere vivono un dramma, quello dell’incuria e della mancata pulizia: “nonostante la presenza di piccoli servizi di conferimento, questi sono assolutamente insufficienti al numero dell’immondizia prodotta giornalmente dai bagnanti. Il risultato è assistere continuamente a cumuli di spazzatura lungo gli accessi al mare e all’interno delle spiagge“.
Ultimo, ma non per importanza, il problema relativo all’assenza di un’identità di territorio. Per diversificare l’offerta turistica, la proposta va nella direzione della “musealizzazione della Torre, il recupero o la richiesta di esposizione itinerante di tutti i reperti archeologici rinvenuti. Si pensi agli scavi di Punta la Penna e Scizze hanno restituito alla comunità scientifica internazionale beni preziosissimi“. Tutte idee studiate da giovani cittadini attenti al territorio che, ottenute le firme, saranno portate sul tavolo del primo cittadino di Bari (e di Torre a Mare).





