Sulle spiagge pugliesi arriva, ancora una volta, il ‘borsellino della sirena’. È questo il nome dato alle sacche vuote, trovate arenate sulla battigia, delle uova di alcune specie di squali e razze. La foto, nello specifico, è stata scattata nella giornata di ieri (sabato 26 agosto) e arriva dalla Rodos Beach di Rosa Marina: spiaggia del villaggio, particolarmente frequentata da molti baresi come tutto il complesso turistico a pochi chilometri da Ostuni.
Borsellino della sirena, quindi. Un nome romantico che naturalmente, però, nulla ha a che fare con la creatura mitologica regina del mare, se non per storie fantasiose secondo cui questi oggetti erano utilizzati dalle sirene, appunto, per custodire i loro tesori. In realtà, si tratta di sacche vuote, come detto, ‘ex proprietà’ di squali e razze: al loro interno, infatti, avviene la gestazione delle uova, che solitamente può variare dai 6 ai 12 mesi.
La dimensione di un borsellino della sirena può variare dai 5 ai 10 centimetri. Sulla parte terminale della sacca sono presenti dei filamenti, solitamente quattro, che servono ad ancorare la sacca agli scogli o ai rami di gorgonia. I colori delle sacche variano di specie in specie, dal bianco-giallo traslucido al nero, come quello della sacca trovata quasi sul bagnasciuga a Rosa Marina.
Nel mare Adriatico, in realtà, trovare in spiaggia un borsellino della sirena non è cosa rarissima. Portate a riva dalla marea sono spesso le sacche appartenenti all’uovo di gattuccio boccanera, piccolo squalo innocuo presente anche nel Mediterraneo e dunque nelle acque italiane: vive su fondali fangosi ad elevate profondità, misura solitamente non più di 50 centimetri e pesa al massimo 400 grammi. Si ciba principalmente di crostacei, ma preda anche pesci abissali come i pesci lanterna ed altri piccoli squali.








