Una nuova prescrizione della Sovrintendenza, la comunicazione del Comune con tanto di deadline fissata in 45 giorni ed i ristoratori di Bari vecchia sul piede di guerra che annunciano ricorsi al Tar e assemblee per portare all’attenzione dell’opinione pubblica un fatto che, secondo loro, andrebbe a minare il futuro di diverse attività del borgo antico. Al centro della questione ci sono i dehors: quegli spazi all’aperto forniti di tavolini e sedie, il più delle volte comunque coperti e riparati dalle intemperie, caratteristici di bar e ristoranti. A spiegare la vicenda è l’associazione ‘We are in Bari vecchia’.
“Nei giorni scorsi è pervenuta a molte attività di ristorazione una comunicazione da parte del Comune in cui si informa che ci sono 45 giorni di tempo, ma ormai ne rimangono parecchi di meno, per adeguarsi alla nuova prescrizione della Sovrintendenza che impone l’allontanamento di 1 metro e 20 dei dehors dalle palazzine adiacenti per ‘assicurare la più completa percezione delle cortine degli edifici’. Al di là della motivazione sinceramente discutibile per gli inutili effetti che avrebbe la sua applicazione – proseguono dall’associazione -, la norma risulta inapplicabile per alcune strade, come ad esempio via Re Manfredi, in quanto la traslazione in avanti della struttura renderebbe pressoché impossibile il passaggio pedonale e il transito dei mezzi di soccorso. In più renderebbe totalmente instabili e insicuri i paraventi che, disancorati dagli edifici, metterebbero così a rischio l’incolumità di chi vi è seduto a ridosso, date le frequenti condizioni climatiche di vento avverso soprattutto in inverno. L’effetto complessivo, quindi, sarebbe il sostanziale inutilizzo dei dehors”.
“Nel provvedimento, inoltre – spiegano ancora da ‘We are in Bari vecchia’ – contrariamento a quanto previsto dal regolamento cittadino comunale, compare il divieto di alzare i paraventi oltre la misura di 1 metro e 20, se non in casi eccezionali. Sostanzialmente spazio esterno inutilizzabile. Si tratta di un provvedimento estremamente penalizzante per tutte quelle attività che non hanno o hanno pochi posti a sedere all’interno, in cui il sostanziale paventato inutilizzo delle strutture esterne invernali renderebbe assai concreto il rischio di una loro chiusura definitiva. La stagione che volge al termine, invece – dicono ancora dall’associazione – ha dimostrato ancora una volta quanto la gastronomia e l’intrattenimento abbiano un ruolo determinante nella considerazione e nei giudizi dei tanti turisti che affollano la regione e in particolare la nostra città. Senza dimenticare che sarebbe nefasto l’impatto che tale provvedimento avrebbe sul mantenimento dei livelli occupazionali garantiti attualmente dalle nostre attività”.
“Abbiamo affidato a un pool di avvocati amministrativisti l’avvio della procedura di ricorso al Tar – concludono i commercianti – con l’effetto, sperato, di sospendere l’efficacia del provvedimento. Mercoledì 27 settembre, abbiamo poi convocato una conferenza stampa aperta a tutti: in questa occasione spiegheremo all’opinione pubblica, sulla cui solidarietà e sostegno contiamo, le ragioni della nostra ferma opposizione e l’avvio di una mobilitazione generale nel caso in cui le nostre ragioni venissero ignorate”. L’appuntamento è per le ore 10 negli spazi del ristorante La Cecchina di piazza Mercantile.





