“Come previsto dalla Federalberghi, nel primo mese di attuazione, ottobre 2023, la tassa di soggiorno a Bari ha confermato quasi un 50% di evasione. Nella piattaforma ‘Pay Tourist’, infatti, si registrano al primo di novembre 1.742 strutture iscritte per 122.198 presenze, mentre su Airbnb, la piattaforma web delle locazioni turistiche brevi, si rilevano ben 2.548 attività. Gli abusivi del turismo ricettivo in città, pertanto, risultano essere oltre 800 che, di conseguenza, avrebbero sviluppato almeno altre 56.000 presenze senza pagare l’imposta di soggiorno”. Lo denuncia Federalberghi Puglia in riferimento all’attivazione della tassa di soggiorno a Bari, in vigore dal primo ottobre. L’associazione ha presentato anche un ricorso al Tar contro la tassa. “Un’evasione – prosegue Federalberghi – vicina al 50% che evidenzia con i dati quello che la Federalberghi ha previsto e denunciato negli ultimi anni.
“I dati sulla tassa di soggiorno rilevati dalla piattaforma Pay Tourist – dichiara Francesco Caizzi, vice presidente nazionale e leader barese e pugliese della Federalberghi – hanno confermato per il mese di ottobre un’evasione dell’imposta di quasi il 50%. Da anni scriviamo e denunciamo che è inopportuno, oltre che in palese violazione dei principi costituzionali, deliberare a Bari, con un tasso di abusivismo ricettivo alle stelle, un’imposta iniqua qual è quella di soggiorno che penalizza le strutture alberghiere”





