Il gup di Bari Francesco Vittorio Rinaldi ha condannato ad un anno di reclusione con rito abbreviato Gianfranco Grandaliano, ex direttore generale di Ager Puglia accusato di corruzione per aver fornito ad un imprenditore informazioni in merito alle tempistiche sull’affidamento dei lavori di pulizia dei rifiuti sui cigli delle strade extraurbane del comune di Cellamare.
In cambio l’imprenditore in questione avrebbe pagato 2900 euro per la cena del 50esimo compleanno di Grandaliano, nell agosto del 2017. Il gup ha derubricato il reato nell‘ipotesi meno grave di corruzione per l’esercizio della funzione, a fronte dell’accusa iniziale con riferimento ad un atto contrario ai doveri d’ufficio, per la quale era stata invocata una condanna a 4 anni e 8 mesi. Come pena accessoria è stato disposto il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per 12 mesi.
A detta della difesa, rappresenta dall‘avvocato Guglielmo Starace, non ci sarebbe stata alcuna irregolarità, poiché l’ex manager non sarebbe stato nelle condizioni di comunicare alcuna tempistica. Inoltre Grandaliano sarebbe stato convinto che il ricevimento, svoltosi in un noto ristorante sul mare dell’hinterland barese, fosse stato organizzato e pagato dalla moglie. Non appena saranno depositate le motivazioni, verrà presentato ricorso in appello.





