“L’influenza aviaria è tornata in Puglia”. A certificarlo è il professor Antonio Camarda del dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Bari, il primo centro ad effettuare la diagnosi. A quasi 20 anni di distanza dall’ultima volta, quindi, nella nostra regione torna l’incubo aviaria.
“Aveva sempre colpito la fauna selvatica – spiega l’esperto a Telebari -. In questo caso, invece, ha interessato un allevamento multispecie con tacchini, polli, anatre e oche”. Un allevamento rurale di Lecce, dove nei giorni scorsi sono morti una ventina di uccelli. Alcune delle carcasse a metà settimana sono state analizzate proprio dal dipartimento di Medicina veterinaria di Bari, risultando positive al virus H5 ad alta patogenicità.
“Si tratta del primo episodio di influenza aviaria in un allevamento nell’Italia meridionale – ha sottolineato il professor Camarda – ed è sintomo che l’epidemiologia di questa malattia sta cambiando e che la Puglia si conferma una regione a rischio per una patologia che ha un impatto enorme sulla salute degli animali. Il rischio per le persone, invece, è molto basso”.




