“Cinque anni in 50 secondi. Dall’apertura del nuovo ingresso al pronto soccorso, che ha cambiato non solo simbolicamente il punto di vista sull’ospedale universitario, ai record raggiunti dal centro trapianti, massima espressione della complessità organizzativa e chirurgica. Nel mezzo la pandemia, che ha stravolto le vite di tutti noi e ha comportato per il Policlinico, dopo l’esperienza di Asclepios Covid Hospital, anche la sfida della gestione della struttura regionale per le maxi emergenze”. Giovanni Migliore saluta il Policlinico di Bari e lo fa con un giro nei reparti e un video pubblicato sulla sua pagina Instagram. Migliore lascia la direzione generale del Policlinico: il suo incarico iniziato nel 2018 termina dopo oltre 5 anni perché la giunta regionale lo ha nominato direttore dell’Aress (Agenzia regionale strategica per la salute e il sociale).
“Dall’ospedale in Fiera sono passati oltre 1.400 pazienti che non sarebbe stato possibile trattare altrove e per prendersene cura sono stati reclutati tanti giovani operatori sanitari che oggi, in gran parte, sono stati stabilmente assunti in ospedale – è il messaggio affidato ai social – La fase Covid non ci ha comunque impedito di portare a termine importanti lavori come il nuovo centro trasfusionale, i padiglioni di nefrologia e oculistica e realizzare il parco verde che ha cambiato volto al pediatrico e aperto una serie di altri interventi di umanizzazione per rendere il Giovanni XXIII sempre più a misura di bambino. Stiamo progressivamente abitando anche Asclepios 3, un ospedale nell’ospedale con i suoi 250 posti letto e le moderne sale operatorie di cui si sta dotando per continuare a rappresentare l’alta specificità di cura che i cittadini pugliesi si aspettano dal Policlinico di Bari. Ma oltre le macchine, le strutture, sono le persone a fare davvero la differenza. E qui ne ho trovate di straordinarie, professionisti eccellenti capaci di mettere al centro il bene del paziente. Per questo l’emozione è grande in questi ultimi giorni. Vorrei ringraziarvi tutti, perché ciascuno di voi è fondamentale nella vita dell’ospedale. Continuerò a lavorare in Puglia e sono sicuro che anche se non accadrà in corsia, continueremo a incrociare i nostri sguardi sui temi che ci stanno a cuore per il futuro della sanità pubblica”.





