Il suo nome all’anagrafe, ma anche sui social, è Nicola Trombi. Su YouTube però, dove il suo canale è seguito da 824mila iscritti, è semplicemente Eze: quasi 1.600 video pubblicati negli anni, con un nuovo format lanciato ormai dieci mesi fa che mira a testare le rivalità calcistiche ‘sul campo’. Come? Andando a spasso per le vie di una città con addosso la maglia della squadra rivale. In centro a Napoli con la maglia della Juventus, ad esempio, nel primo filmato della serie. Oppure a Palermo con la divisa del Catania, lo scorso dicembre. O a Lecce con la maglia del Bari, nell’ultimo video postato qualche giorno fa.
“Il mio obiettivo non è provocare, ma esattamente il contrario”, spiega lo youtuber. Un vero e proprio esperimento sociale, come sottolinea lo stesso Eze nel titolo del filmato pubblicato sulla famosa piattaforma online. “Mi picchiano?”, chiede al popolo del web. La risposta, al termine di un reportage lungo 18 minuti, è: fortunatamente no. E le reazioni, al contrario di quelle che potevano essere facili previsioni, sono abbastanza tranquille. Meno le premesse: “Non ho mai visto nessuno girare a Lecce con la maglia del Bari, sarebbe un suicidio”, lo avverte il tassista che lo accompagna in città dall’aeroporto di Brindisi.
L’avventura comincia da piazza Sant’Oronzo. È mattina e le strade non sono molto affollate, ma qualcuno c’è. E c’è anche chi riconosce il protagonista del video: “Ti ho visto su YouTube”, gli dice un ragazzo fra strette di mano e foto ricordo. “Sono venuto a lanciare un messaggio di pace”, spiega Eze a chi lo guarda con occhi non proprio amichevoli. “Non qui, però”, gli rispondono fuori a un ristorante, invitandolo ad allontanarsi. La tappa successiva è all’esterno e all’interno dello store ufficiale del Lecce. E poi ancora in giro. “Se si beccano tra ultrà si riempiono di botte – gli spiega qualcuno -, ma a me onestamente non interessa di che squadra sei: ho tanti amici di Bari e queste cose qui le odio”.
Il giorno dopo, stesso copione. “Prima volta in assoluto che vedo qualcuno girare in città con la maglia del Bari”, spiega un signore ad Eze, ma i toni sono sempre molto pacati. E ancora strette di mano e approvazione per l’iniziativa che, come detto più volte dal protagonista, mira a smorzare i toni di una rivalità che dovrebbe sempre rimanere nei limiti della civiltà. “Per me potresti anche indossare quella maglia allo stadio, guardando la partita seduto accanto a me. Altro che sassaiole e gente che si accoltella – dice un abbonato del via del Mare, roccaforte giallorossa -. Cosa cambia Lecce o Bari? Sempre persone siamo. Abbiamo combattuto tanto il razzismo e poi ci fermiamo davanti a una squadra di calcio…”. Qui il video di Eze su YouTube.





