La Pasqua a Bari è spiritualità e tradizione. Sì, ma è anche memoria e usanze a tavola. Sono tanti i piatti tipici del periodo pasquale, soprattutto tra i dolci che diventano simboli di gioia e liberazione. Una trasposizione a tavola del racconto cristiano e religioso, insomma, con le scarcelle che sono il simbolo della liberazione e della resurrezione. O la pastiera, nata a quanto pare, come simbolo di abbondanza e di grazia all’inizio della primavera. Riti pasquali anche in cucina quindi, che la gente vuole mantenere per tenere viva l’appartenenza ai propri luoghi.
E se una volta si faceva tutto in casa oggi si tende più ad acquistare dalle pasticcerie. Ma non mancano le curiosità e qualche variazione sul tema come ad esempio una pecora nera con pasta di mandorle. Una variante del classico agnello pasquale, simbolo principale di questa festa, che però, in questa forma, ha un significato specifico: “In natura certo che esiste la pecora nera, ma – ci spiega Mauro Cozzi, della pasticceria Annamaria a Bari Vecchia – anche nelle famiglie ci sono le cosiddette pecore nere. Ecco noi abbiamo deciso di realizzarle in pasta di mandorla così a Pasqua la si regala scherzosamente a crea problemi in famiglia”.




