Aumentano in Italia le persone che dichiarano di avere sofferenze psicologiche correlate all’ambito lavorativo: secondo l’INAIL, infatti, nel primo trimestre 2024 sono state oltre 22.000 le denunce di malattie professionali legate a disturbi psichici e comportamentali, con una crescita del 17,9% rispetto allo stesso periodo del 2023. A confermarlo sono anche i dati raccolti dal servizio di psicologia online Unobravo nell’ambito dell’analisi condotta per indagare il rischio di burnout in Italia e il disagio psicologico legato al lavoro: nel primo quadrimestre del 2024, le persone che manifestano disagio sul fronte lavorativo sono infatti aumentate del 109,7% rispetto allo stesso periodo del 2023.
I problemi legati al benessere lavorativo sono avvertiti anche in Puglia, che rappresenta l’4,2% del totale nazionale ponendosi come la nona regione in Italia per stress lavorativo. Confermato, tra i pugliesi, il trend nazionale: le richieste di supporto per problemi legati al lavoro sono in aumento del 100,6%. Una curva che continua a crescere, anno dopo anno. Nel 2023, infatti, le persone che in Puglia manifestavano disagio psicologico sul fronte lavorativo erano aumentate del 128,3% rispetto al 2022. Nei primi quattro mesi del 2024, quindi, come detto emerge una crescita del 100,6% rispetto allo stesso periodo del 2023.
Approfondendo ulteriormente l’analisi sulla Puglia, i dati raccolti da Unobravo mostrano come a livello provinciale la maggior parte di coloro che dichiarano di avere problemi di natura psicologica legati alla sfera lavorativa si concentri nella provincia di Bari (38,8%), seguita da Lecce (17,1%), Taranto (13,8%), Foggia (11,4%), Brindisi (10,2%) e Barletta-Andria-Trani (8,7%). Le categorie più esposte al rischio sono donne e giovani. Sono, infatti, soprattutto le donne a cercare supporto psicologico per problematiche connesse al lavoro: da sole rappresentano il 64,1% del totale, mentre il restante 35,9% è composto da uomini. Anche in Puglia, come nel resto dell’Italia, a essere più colpite sono le persone che si trovano nella prima fase della loro carriera professionale: il 66,5% ha tra i 25 e i 34 anni, mentre il 19,1% è compreso nella fascia che va dai 35 ai 44 anni. Tutte al di sotto dell’8% le fasce 45-60 anni, 18-24 e over 60.
“La situazione in Puglia mostra un quadro preoccupante, che conferma anche il trend nazionale. Sempre più persone lamentano un malessere psicologico legato al lavoro, che, se non trattato, può portare a sintomi fisici e a condizioni gravi che impattano e interferiscono negativamente sulla vita delle persone, come la sindrome di burnout – spiega la dottoressa Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director di Unobravo -. La sindrome si sviluppa in quattro fasi: entusiasmo e aspettative irrealistiche, stagnazione, frustrazione e apatia. Riconoscerle quanto prima è fondamentale per richiedere, per tempo e prima che la sindrome abbia un grave impatto sulla propria vita, l’intervento e il supporto di uno psicologo o di uno psicoterapeuta, figure che possono aiutare a ristabilire un equilibrio tra la vita privata e quella professionale”.





