“Alla fine dei dieci anni ho avuto l’onore di guidare il Bari Pride”. C’era anche il sindaco uscente Antonio Decaro alla manifestazione di piazza organizzata questo pomeriggio in centro città per rivendicare i diritti della comunità LGBTQIA+ ma non solo. Tanti i temi che costituiscono la colonna portante dell’evento: dalla nuova idea di famiglia all’importanza dell’autodeterminazione, dalle leggi contro l’omolesbobitransfobia alla lotta al patriarcato, dalla parità di genere all’aborto libero e gratuito. Il corteo è partito intorno alle 16.45 da piazza Umberto, con in testa proprio Decaro, e tra musica e balli attraverserà varie strade per poi tornare al punto di partenza intorno alle 20. Dopodiché, sempre in piazza Umberto, inizierà una festa che durerà fino a tardi.
“Questa è una città libera di amare e di mostrare oggi la propria identità. Sono passati 20 anni dalla prima manifestazione in questa città, è stata fatta tanta strada e tanta ce n’è ancora da fare”, ha detto Decaro. “La grande partecipazione di oggi ci fa sentire più forti rispetto a questa battaglia” sui diritti delle persone LGBTQIA+ “che stiamo facendo anche a livello nazionale per il riconoscimento dei diritti di tutti. Qui c’è solo gente che ama e vuole amare”, ha aggiunto Decaro. La manifestazione, con il suo slogan ‘abitare l’orgoglio’, ha il patrocinio del Comune di Bari, dell’Università degli studi di Bari ‘Aldo Moro’ e dell’Ordine degli assistenti sociali.
“Questo di oggi è un momento di divertimento, ma anche di lotta, riflessione e rabbia per difendere i nostri diritti e conquistarne di nuovi”, ha commentato Ciro Saracino, uno degli organizzatori. “In Italia non solo ci sono diritti che non vengono tutelati abbastanza, ma ci sono diritti sotto attacco. Si pensi alla criminalizzazione feroce che questo governo ha fatto delle famiglie omogenitoriali, o gli attacchi alle donne nel decidere sul proprio corpo, prevedendo con i fondi del Pnrr le associazioni antiabortiste nei consultori”, ha aggiunto.





