Sono a migliaia gli studenti e le studentesse fuorisede che cercano quotidianamente case o stanze in affitto nelle città universitarie italiane, diventate introvabili e in troppi casi un salasso in termini di costi. Ragazzi e ragazze che entro il 30 giugno 2026 dovrebbero poter tirare un sospiro di sollievo, grazie alla Riforma 1.7, e finanziata dal PNRR, che prevede la messa a disposizione di circa 60mila posti letto in più, mirando a potenziare l’offerta di alloggi universitari in Italia e cercando di portarla ai livelli europei.
Un intervento su cui verranno investiti fino a 1,2 miliardi di euro, che riguarderà anche i Comuni in cui sorgono gli Atenei pugliesi, dove vi è un’estrema urgenza di camere e appartamenti. Solo a Bari si prevede la realizzazione di 4mila posti letto per i fuorisede. Sul tema, e soprattutto sulla possibilità di una compartecipazione al progetto di soggetti ed enti privati, si sono confrontati il governatore della Puglia, Michele Emiliano, il commissario straordinario ministeriale per gli alloggi universitari, Manuela Manenti, l’assessore regionale all’istruzione, Sebastiano Leo, il sindaco di Bari, Vito Leccese, il direttore generale Agenzia del Demanio, Alessandra Dal Verme.




