Impossibile trovare le parole per descrivere il dolore di Vito Vittore, sua moglie Teresa, e sua figlia Arianna, devastati dalla tragica morte del loro Giovanni, investito da un pirata della strada e morto a seguito di una caduta dalla moto su cui era a bordo, quel maledetto pomeriggio dello scorso 21 luglio, in via Gentile, vicino al Sacrario Militare di Bari. Le esequie in memoria del 21enne si sono tenute questa mattina presso la Chiesa San Marco, nel quartiere Japigia, celebrate dal parroco Don Felice Iacobellis. La stessa chiesa in cui il giovane aveva celebrato battesimo, comunione e cresima, situata proprio tra le strade di quel rione in cui la vita di Giovanni è stata spezzata.
Oltre due ore di cerimonia, in cui si sono susseguite l’omelia del prete che conosceva bene Giovanni, e le lettere di dedica di un suo docente del Salvemini e della fidanzata Mariluna, devastata dalla tragedia. Il 21enne, ritrovato domenica scorsa dal 118 in una pozza di sangue e ancora con il casco in testa, si sarebbe potuto probabilmente salvare se l’uomo a bordo dell’altro scooter, arrestato ieri nella sua abitazione a Sannicandro, si fosse fermato a prestare soccorso. Stando alle ricostruzioni della Polizia Locale il 71enne avrebbe azzardato una rischiosa manovra a U, causando la caduta di Giovanni sull’asfalto. L’uomo è stato rintracciato a seguito di una lunga analisi delle telecamere di videosorveglianza presenti nella via dell’incidente, eseguita nei giorni scorsi dalle Forze dell’Ordine.
Tantissimi i parenti, gli amici, i compagni di classe del Liceo Salvemini, degli scout e gli uomini dell’aeronautica che sarebbero diventati i suoi punti di riferimento a settembre, presenti al funerale. Perché Giovanni aveva passato il concorso e sognava di indossare quella divisa, che avrebbe incarnato a pieno il suo innato senso di giustizia.




