“Anche una casa senza riscaldamento a Bari a meno di 500 euro non si trova”. A dirlo è Nicola Zambetti, segretario nazionale di Sunia, Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari, a proposito dell’emergenza affitti che ormai da diversi anni sta colpendo anche la città di Bari. Molte domande e poche offerte. È infatti l’Odissea di lavoratori e studenti ma anche nuclei familiari che vorrebbero trovare una sistemazione in città. Facendo una rapida ricerca in rete si possono trovare diverse soluzioni, come monolocali e stanze. Il problema arriva quando si va a leggere il prezzo.
Il caro affitti ha inciso tanto con gli annunci che partono da 300 a 500 euro solo per una stanza, a cui vanno aggiunte spese di condominio e utenze. Secondo l’ultimo report del portale “Idealista”, rispetto alla scorsa estate c’è stato un aumento del 14,5% a Bari. Chi vorrebbe stabilirsi in centro c’è invece stata una variazione del 16,1% rispetto alla scorsa estate. E poi c’è il problema delle truffe, degli affitti brevi, del ‘nero’ e dell’espansione incontrollata dei B&B.
“Se non cambia la polita abitativa del Comune avremo diversi aspetti negativi: – spiega Zambetti – insicurezza in città e il fatto che le stesse famiglie che stanno offrendo in questo periodo i serivizi ai turisti saranno costrette ad abbanonare la città perdendo la nostra identità”




