Un sottotipo di linfoma denominato “mediastinico della zona grigia”, che si presenta con caratteristiche intermedie e discordanti tra il linfoma di Hodgkin e il linfoma non-Hodgkin primitivo del mediastino. Una difficoltà nell’identificazione che porta a una elevata frequenza di riclassificazione diagnostica e a scarsi esiti terapeutici registrati in tutto il mondo per i pazienti.
Uno studio dei ricercatori dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, è stato pubblicato sulla rivista scientifica di caratura internazionale. Il lavoro scientifico, a primo nome della matematica Grazia Gargano, è coordinato a livello nazionale dal medico ematologo Sabino Ciavarella responsabile del laboratorio di ricerca traslazionale dell’unità operativa di Ematologia riuscirà ad aiutare nella ricerca.
Il lavoro è stato ideato per lo sviluppo di uno strumento pratico basato sulle caratteristiche molecolari di questi linfomi, per facilitarne la stratificazione diagnostica e guidare il trattamento ottimale. Combinando approcci innovativi di bioinformatica e matematica a dati pubblici di trascrizione genica globale è stato possibile identificare un pannello ristretto di 168 geni, correlati sia alle cellule tumorali che a quelle immunitarie che le circondano, che consentono una notevole capacità discriminativa e di supporto diagnostico.




