Lo avevamo intervistato per la vicenda delle sanzioni ai sanitari che avevano lavorato oltre l’orario durante il periodo Covid. Aveva scritto una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per cancellare la delusione di un medico, che in nome del giuramento di Ippocrate, aveva messo la sua vita al servizio dei pazienti. Era così Vito Procacci, un’anima buona col camice bianco, da diversi anni era il direttore del Pronto Soccorso del Policlinico di Bari, che aveva guidato in una serie di trasformazioni, passando attraverso la complicata gestione della pandemia. A portarselo via è stato un malore, durante un bagno serale nel mare di Gallipoli. In uno dei rari momenti di pausa da un lavoro che lo assorbiva anima e corpo. Del resto guidare un Pronto Soccorso, soprattutto il più importante di una città capoluogo di regione, non è impresa facile. L’obiettivo, in questi anni, era sempre stato, in ogni caso, quello di migliorare il servizio per i pazienti, anche a fronte di criticità che possono capitare, quando si opera sul confine della vita.
In tanti hanno speso parole per ricordare il dottor Procacci: dal presidente della Regione Michele Emiliano, che lo ha definito “un vero eroe, uomo di eccezionale valore umano”, al sindaco di bari Vito Leccese, che ne ha ricordato la generosità, competenza e dedizione, espressioni autentiche dei più nobili valori che ispirano il giuramento di Ippocrate”. L’eurodeputato Antonio Decaro parla di “persona difficile da dimenticare”. “Un professionista straordinario che rappresentava l’essenza del medico di pronto soccorso, per il quale il servizio era una vera e propria missione di vita”, scrivono in un post dal Policlinico di Bari. “Una persona sempre disponibile, un medico di profonda umanità, un professionista molto competente e preparato”, ricorda il presidente ordine dei medici di Bari Filippo Anelli.
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