Mettere il naso fuori di casa per andare a curiosare tra i vicoli di Bari vecchia a fine agosto significa imbattersi in turisti di ogni parte del mondo, finendo per incontrare sempre meno vacanzieri italiani. Il cuore pulsante e più autentico della città è una vera torre di babele, un intreccio di lingue e dialetti esteri che viaggiano veloci nell’aria, quasi quanto il profumo di sgagliozze e panzerotti. Polacchi e tedeschi, greci e argentini, cechi, svizzeri e belgi: ne abbiamo incontrati tantissimi in fila dinanzi ai panifici storici Fiore e Santa Rita, nei pressi della Cattedrale di San Sabino e la Basilica di San Nicola, in attesa di addentare finalmente un pezzo focaccia.
L’estate barese 2024 è di overtourism estero, in perfetta linea con i dati nazionali emersi dall’indagine di Assoturismo Confesercenti, realizzata dal Centro studi Turistici di Firenze. Stando al report, la bella stagione ha dato ottimi risultati, ma solo grazie agli stranieri, aumentati dell’1,6% rispetto allo scorso anno, e non di certo per la presenza di turisti italiani, calata del 2,9% lungo tutto lo Stivale. Il calo della domanda italiana si è sentito in particolar modo nelle località balneari (-4,1%), termali (-5,3%) e dei laghi (-3,7%). In termini assoluti si stimano per il trimestre estivo 105,4 milioni di pernottamenti di italiani, contro i 108,6 milioni del 2023. Per le regioni del Sud e Isole la stima è del -0,6%: le presenze stimate degli italiani sono del -2,8% a fronte di un aumento di quelle straniere del +4,1%.
I cittadini del Belpaese scelgono altre mete per le loro vacanze estive o probabilmente preferiscono restare a casa, perché massacrati dal caroprezzi generalizzato. L’estate del comparto turistico italiana, pugliese e barese è dunque salva, ma solo grazie agli stranieri.






