L’indice di volgarità del messaggio è certamente alto, tanto quanto il livello d’inciviltà raggiunto dal padrone del cane, ma a parziale giustifica di chi lo ha partorito c’è il fattore esasperazione: non se ne può più delle deiezioni canine non raccolte e abbandonate sui marciapiedi di Bari ed è giusto ribadirlo, senza usare troppi giri di parole.
L’sms, indirizzato all’umano e non certo al cane, arriva da via Principe Amedeo ed è stato sistemato proprio sulla ‘pistola fumante’ lasciata sul luogo del delitto dal colpevole. La creatività dei baresi, del resto, non ha limiti. Soprattutto quando si tratta di trovare frasi o metafore nel descrivere atti che giuridicamente sarebbero definiti indecenti, rappresentando una grave sconvenienza o indelicatezza: una bestemmia, nel caso specifico, stampata in grande su un bigliettino con un carattere che catturerebbe l’attenzione anche dei più distratti.
Il messaggio, scritto evidentemente in modo provocatorio, racchiude in poche parole e in vernacolo, un invito alla civilizzazione. Se il gruppo musicale Elio e le Storie Tese nel brano ‘Cani e padroni di cani’ affrontava il problema delle deiezioni utilizzando un bastoncino di ghiacciolo consumato, a Bari, l’unicità linguistica di un cittadino, sicuramente esasperato dal gesto, ha trovato la sua forma di espressione per manifestare il suo dissenso, riversando sul bigliettino, puntato sull’oggetto del misfatto, una sorta di ‘de vulgari eloquentia’.
Un nuovo caso di multa ‘morale’, in aggiunta a quelle reali che dovrebbero scattare per il mancato rispetto delle regole sulla raccolta delle deiezioni canine – quando l’incivile di turno viene colto sul fatto, dalla Polizia Locale – che fa il paio con quella elevata da un altro cittadino barese, qualche tempo fa, su un marciapiede di via Spalato.





