Cucchiai, pentole e coperchi per fare rumore e farsi sentire da chi di dovere. Il messaggio è ben veicolato da uno dei cori urlati senza sosta: “Se ci lasci senza mensa, a noi chi ci pensa?”. Nel caos mense scolastiche a Bari, oggi, è il giorno della protesta dei genitori. Una manifestazione ‘rumorosa’, organizzata di fronte a Palazzo di Città, proprio nel giorno in cui il Tar si è riunito per discutere in udienza collegiale le sorti della maxi gara sul primo lotto. Il coordinamento dei genitori ha organizzato la manifestazione in rappresentanza delle 4500 famiglie che fruiscono del servizio di refezione scolastica, quest’anno messo a dura prova dalle complicate vicende giudiziarie che vedono le due ditte, Vivenda e Ladisa, confrontarsi nelle aule del Tar e del Consiglio di Stato. Dopo la manifestazione anche un incontro con il sindaco Vito Leccese (“Sono dispiaciuto e arrabbiato. Chiedo scusa alla città”, ha detto nei giorni scorsi a Telebari).
Bari, sotto l’aspetto delle mense scolastiche, attualmente è spaccata in due. Con le due ditte ‘rivali’ che dovrebbero continuare a lavorare: sicuramente fino a venerdì 18 ottobre con Ladisa nel lotto 1, fino al 5 novembre con Vivenda nel lotto 2. “Il loro servizio però potrebbe subire nuove sorprese man mano che andranno avanti i filoni legali – dicono i genitori – perché a differenza di altre città evidentemente non c’è volontà di trovare un accordo. Sperando ovviamente che tutto fili liscio, qui ci tocca però mettere le basi per un servizio che d’ora in poi sia sempre regolare, che parta dal primo giorno dell’anno scolastico. Sempre e ogni anno. Che sia regolato da un concorso vinto con tutti i crismi senza deroghe che si ripetono anno dopo anno, da più di un lustro, causando ogni volta situazioni critiche come quella che stiamo vivendo”.
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