Le porte chiuse, la musica si spegne, le consumazioni solo al tavolo o all’interno. Allo scoccare della mezzanotte è partito il primo weekend di controlli dopo la firma dell’ordinanza anti mala movida firmata dal sindaco Vito Leccese. I nuclei di annona, polizia giudiziaria e viabilità della Polizia Locale sono partiti dalla tarda serata di giovedì con i controlli, concentrandosi sulla zona dell’umbertino, particolarmente attenzionata dopo le proteste dei residenti.
E così si sono fatte applicare le prescrizioni: a partire dal giovedì sera da mezzanotte non si consumano bevande all’esterno, la musica si spegne e le porte si chiudono. Un’ora dopo vanno via anche i tavolini mentre alle 2 si chiude tutto. Più stringenti gli orari durante la settimana. Pur con qualche mugugno gli esercenti si sono dimostrati collaborativi. Solo per un’attività è stata rilevata la mancanza della documentazione per l’impatto acustico, mentre si esibiva un dj. Negli altri casi per ora è bastato il dialogo. I controlli, comunque, proseguiranno con costanza anche nei prossimi giorni.
Sempre ieri sera, poi, il sindaco della notte Lorenzo Leonetti ha deciso di tastare il polso della situazione anche in un’altra zona della città. In questo caso, però, il report non è esattamente confortante. “Mentre la zona Umbertina prova ad avviarsi verso una movida virtuosa e consapevole – scrive Leonetti sui social -, stessa cosa non possiamo dire per la situazione in via Giovene e via de Ferrariis. Stanotte all’1:00, come sindaco della notte, mi sono recato nel quartiere Poggiofranco, invitato per un sopralluogo congiunto dal presidente della commissione Sviluppo Locale Nicola Loprieno e dal vice presidente del Municipio II Davide Di Pantaleo”.
“In queste strade – riferisce il sindaco della notte, pubblicando alcune foto -, tante persone invadevano marciapiedi e carreggiate stradali, costringendo gli automobilisti a manovre molto pericolose per l’incolumità anche degli stessi fruitori. A peggiorare la situazione si sommava un brusio eccessivo ed i clacson delle auto ostaggio di una lunga doppia fila, voluta da coloro che non hanno voglia di rispettare i residenti e il lavoro delle attività commerciali. Questo non è un bell’esempio di come vivere gli spazi pubblici in serenità. Non resteremo indifferenti perché non è giusto far pagare le colpe di pochi a tutti”.




