“Ventidue anni fa salutavamo con la morte nel cuore un figlio, una sorella, un amico. Ventidue anni fa abbiamo dovuto rinunciare per sempre al sorriso di Maria Ester e agli abbracci di Vincy. Ventidue anni fa abbiamo imparato a convivere con un dolore che è ancora lì che ci ricorda ogni giorno che abbiamo il dovere di fare qualcosa. Di fare in modo che non accada ad altre famiglie quanto accaduto a noi. Ci siamo impegnati tanto per questo. Le nostre famiglie, i nostri amici, i volontari”. Inizia così la nota della Fondazione Ciao Vinny a commento della notizia relativa alla condanna diventata definitiva come corresponsabile civile di Andrea Godono nell’incidente stradale in cui, il 14 aprile 2002, persero la vita a Bari il 20enne Vincenzo Moretti e la cugina di 19 anni Maria Esther Martino.
Nelle scorse ore, infatti, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa di Godono, confermando la sentenza della Corte d’Appello di Bari del 24 novembre 2022 con cui l’uomo fu giudicato corresponsabile ai fini civili dell’incidente nella misura del 25%, condannandolo al risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili insieme alla compagnia assicurativa Sai. Già nel 2022, invece, diventò definitiva la condanna a un anno e 9 mesi di reclusione, per omicidio colposo, nei confronti del cittadino albanese Rezeart Turku alla guida dell’auto che, quella tragica sera sul lungomare di Bari, invase il senso di marcia opposto andandosi a scontrare frontalmente con la vettura guidata da Godono con a bordo le due vittime. Entrambe le auto viaggiavano a oltre 70 chilometri orari in più rispetto al limite imposto su quel tratto di strada.
“Con Ciao Vinny siamo andati nelle scuole a parlare di sicurezza stradale – si legge nella nota diffusa dalla Fondazione dedicata proprio a Vincenzo Moretti -. Abbiamo cercato di fare arrivare a tanti ragazzi un messaggio chiaro: la vita è un bene prezioso. La Fondazione è stata in prima linea in questi ventidue anni per incentivare l’interesse di tutti verso le problematiche sociali, dalla mortalità sulle strade alle campagne cittadine e regionali sui temi più importanti della vita di ogni giorno. Oggi è al fianco delle vittime della strada nei processi, perché non si assommi tragedia ad ulteriore dolore. A volte ci siamo riusciti, altre volte no. Il numero delle vittime della strada continua a crescere”.
“Solo una manciata di giorni fa sul lungomare della nostra città è morto un altro ragazzo: aveva diciotto anni. E con Francesco e i suoi amici altre famiglie dovranno cominciare un calvario che si chiama assenza – proseguono da Ciao Vinny -. Non facciamo abbastanza. Noi, le istituzioni, le famiglie dovremmo guardare a questa come una guerra da vincere. Ci sono i nostri ragazzi per strada e su di loro è necessario investire tempo e risorse. Oggi sono state chiarite, in via definitiva e dopo quasi ventitré anni di battaglie, le responsabilità di quel tragico incidente”.
“Dal dolore, incolmabile, però, come avrebbero voluto i nostri ragazzi abbiamo tratto la forza ed il coraggio di andare avanti e di dare vita, perlomeno, a qualcosa di bello. Perché tragedie come questa possano non ripetersi, per evitare la solitudine innaturale della mancanza di affetti fondamentali, per fare crescere la parola ‘responsabilmente’ nella quotidianità dei nostri ragazzi e perché anche la giustizia possa farsi carico delle tragedie individuali e familiari limitando i tempi, ormai improponibili, dell’iter processuale – concludono dalla Fondazione -. Perché, da questa storia triste, almeno per una volta, possa nascere un nuovo percorso verso un vero progresso sociale”.





