Carbonara, lunedì 29 ottobre. L’aria di festa per San Michele Arcangelo si respira a metà. All’ingresso della piazza principale, dove è in corso un concerto con la cover di Renato Zero, tre signori sull’ottantina discutono animatamente su una panchina, ricordando i bei tempi andati, quando le celebrazioni per il santo patrono richiamavano l’attenzione di tutti i residenti e soprattutto di molti forestieri.
Anche le piazze virtuali dei social, come i gruppi Facebook del quartiere, pullulano di polemiche. C’è troppa poca gente, lamentano. Le luminarie si presentano scarne. Manca la tradizionale cassarmonica e la statua di San Michele non sembra più la stessa. Non senza l’iconico pennacchio. Dal Comitato della festa patronale, tuttavia, ci spiegano che la scultura è stata di recente oggetto di restauro, poiché in condizioni precarie: “La decisione di non riposizionare il pennacchio e l’armatura è avvenuta a seguito di indicazioni congiunte tra Sovrintendenza e restauratrice, in quanto l’installazione degli accessori avrebbero potuto danneggiare la statua del 1600 appena restaurata”.
Ancora, pochi food track. Pochissime attrazioni per bambini e men che meno entusiasmo. La manifestazione è stata finanziata grazie a una raccolta fondi tra i cittadini ed esercizi commerciali, sia del territorio che fuori dal territorio. E a detta del presidente del Comitato, al passaggio tra le abitazioni per la richiesta dell’obolo, in pochi hanno deciso di contribuire alla causa.




