La processione guidata dalla Fanfara del comando scuole dell’aeronautica, la lunga coda sul ponte Adriatico, le parole dell’arcivescovo di Bari-Bitonto monsignor Satriano. Le celebrazioni per la giornata dei defunti hanno richiamato anche per questo 2 novembre il consueto fiume al cimitero. Una preghiera per chi non c’è più, un fiore colorato da deporre per conservare il ricordo. Assieme alla messa, presieduta dal vescovo davanti ad autorità, civili e militari, si ripete il cerimoniale con la deposizione delle corone di fiori accanto all’ossario dei Caduti della Prima guerra mondiale, da parte del comandante di presidio di squadra aerea Silvano Frigerio e del sindaco di Bari Vito Leccese, prima dell’omaggio al monumento per i caduti di Nassirya. Durante la messa, invece, monsignor Satriano non aveva usato giri di parole per condannare la facilità con cui si uccide, parlando nel corso dell’omelia di banalità del male, con un esplicito riferimento ai recenti fatti di cronaca che hanno sconvolto la società.
Ed è una giornata dedicata ai defunti in cui si ricordano anche i caduti di tutte le guerre, soprattutto in un periodo come questo in cui i conflitti si riaffacciano sulla scena internazionale. Nel cimitero militare polacco di Casamassima, si è ripetuta la cerimonia commemorativa dei militari polacchi caduti durante la Seconda guerra mondiale, alla presenza dei rappresentanti della Repubblica di Polonia. Nel 1944, infatti, proprio Casamassima ospitò il primo grande ospedale militare polacco, nell’edificio della scuola Marconi, testimonianza di un’amicizia consolidata tra i due paesi.




