Trattiene a stento le lacrime il papà del tassista aggredito nella serata di domenica a Bari. “Capisca il nostro stato d’animo, siamo sconvolti”, racconta telefonicamente a Telebari. Suo figlio se la caverà, anche se ci sono voluti ben 122 punti sutura per chiudere le ferite inferte dal coltello, una lama di 22 centimetri. Bari si risveglia sconvolta dopo la rapina avvenuta a danno di un tassista. L’autista, 35 anni, aveva intrapreso questa attività da appena una settimana, avendo da poco acquistato la licenza da un parente: anche il suo papà è tassista. Passate le 20.30 aveva fatto salire a bordo una coppia di clienti, all’apparenza molto gentili. Dopo aver chiesto di essere accompagnati in via Bruno Bozzi, i due gli hanno chiesto di fermarsi in via Picone, per recuperare i soldi necessari a pagare la corsa: all’improvviso uno dei due ha tirato fuori il coltello, mettendolo alla gola del tassista.
Il tassista non si sarebbe neanche sottratto alla richiesta ma, di fronte alla difficoltà di prendere il borsello, messo a tracolla e bloccato dalla cintura di sicurezza, i due avrebbero reagito colpendolo ripetutamente e ferendolo, lasciandogli anche un taglio ben visibile vicino al volto. Solo l’arrivo di un altro mezzo avrebbe indotto i due alla fuga. Tra i tassisti ora c’è grande tensione per l’episodio accaduto. La cooperativa Taxi Bari sta già organizzando iniziative per sostenere economicamente il giovane collega, che sicuramente dovrà rimanere fermo per un po’ di tempo. Nel frattempo c’è grande timore per la copertura del turno della notte e qualcuno ha anticipato di essere disposto a coprire in quella fascia oraria solo la tratta proveniente dall’aeroporto. Quanto agli aggressori, sarebbero stati già identificati grazie alla telecamera installata all’interno del mezzo.






