L’Istituto Tumori di Bari avvia un progetto per la completa ricostruzione del seno dopo la mastectomia, grazie alla generosità del Comitato regionale della Susan Komen, l’associazione internazionale di volontariato che si occupa di prevenzione, informazione e sensibilizzazione per il tumore del seno. La sezione pugliese della Komen ha deciso di finanziare con 30mila euro un innovativo progetto della breast unit dell’Istituto oncologico di Bari che consente la ricostruzione del complesso areola-capezzolo per le donne che, dopo l’intervento chirurgico per l’asportazione del tumore, hanno già affrontato la ricostruzione della mammella.
L’intervento di chirurgia plastica e ricostruttiva si avvale di una innovativa protesi in nichel e titanio, da impiantare sotto pelle, che garantisce la permanente proiezione del capezzolo e assicura morbidezza e flessibilità dell’areola. L’intervento si svolge in anestesia locale, in un ambulatorio chirurgico. Dopo l’impianto, si procede con delle sedute di dermopigmentazione della zona trattata, così da completare la ricostruzione, in ogni suo aspetto. L’unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Istituto Tumori di Bari, diretta da Maurizio Ressa, ha eseguito negli ultimi 2 anni più di 50 interventi di ricostruzione areola-capezzolo e, sull’argomento, ha all’attivo già una pubblicazione sulla rivista scientifica Springer.
“A differenza delle tradizionali tecniche chirurgiche, che spesso non davano risultati soddisfacenti – spiega il dottor Ressa -, questa piccola protesi assicura un’ottima resa estetica, restituendo alla paziente una migliore definizione del proprio profilo. Il vantaggio psicologico che questo comporta è elevatissimo, a fronte del bassissimo rischio di complicazioni post-operatorie. Grazie a questo intervento, il nostro Istituto completa il lungo percorso di presa in carico della paziente, che va dalla diagnosi alla ricostruzione dell’immagine del sé”.
L’impianto di queste protesi e le sedute di dermopigmentazione, ad oggi, sono prestazioni sanitarie extra-LEA, cioè non comprese nei livelli essenziali di assistenza. Grazie alla donazione della Komen, l’Oncologico sarà nelle condizioni di assicurare tali interventi anche alle pazienti in condizioni di fragilità socio-economica. “Un virtuoso esempio di sussidiarietà fra enti pubblici e volontariato – dice il direttore generale Alessandro Delle Donne -. Siamo grati alla Komen: il progetto ci permetterà di studiare e sperimentare anche le implicazioni psicologiche e relazionali di questo genere di interventi sulla qualità di vita delle pazienti”.
“La Komen accompagna le donne durante tutte le fasi della cura – aggiunge Linda Catucci, presidente del comitato Puglia della Susan G. Komen Italia -. Ogni passo è importante per restituire serenità e forza. Ci affianchiamo e supportiamo l’attività dei medici per contribuire a garantire un recupero psico-fisico delle pazienti ottimale. Questo progetto mi sta particolarmente a cuore perché attraverso le protesi del capezzolo e la dermopigmentazione si restituisce alle donne quella femminilità che credevano perduta. Alle cicatrici, ricordo di quello che hanno vissuto, si affianca un rinnovato sentimento di rinascita, che personalmente, come donna in rosa, mi emoziona e sprona me e tutta la Komen a fare sempre di più”.






