Una messa per ricordare chi è morto solo, in strada, perché senza una casa e senza affetti. Una cerimonia fatta di preghiere e speranza per rivolgere un pensiero a chi ha vissuto una vitta aspra, fatta di difficoltà e soprattutto solitudine. È quanto intende fare la messa che domenica prossima alle 11 del mattino sarà celebrata nella chiesa del Gesù che si trova nel borgo antico di Bari. È lì che si farà memoria anche di Deljia, un anziano di origini jugoslave morto a 70 anni a ridosso del natale di 27 anni fa.
L’uomo aveva come dimora una baracca malmessa in via Brigata Regina, strada del quartiere Libertà. Durante il periodo natalizio, un gruppetto di ragazzini pensò bene di appiccare il fuoco alla catapecchia di fortuna che però per Deljia era il suo cantuccio. Prima del rogo, il 70enne fu anche picchiato. A occuparsi di lui furono i volontari della comunità di Sant’Egidio che gli sono stati vicino fino alla sua morte improvvisa, avvenuta l’anno successivo, a causa di un infarto.
La sua storia ha toccato i cuori dei volontari che hanno continuato ad aiutare chi vive ai margini della società, donando pasti e bevande calde, coperte e sacchi a pelo, ma anche amicizia e vicinanza per promuovere una cultura della vita, attenta ai più fragili. Deljia “ci ha fatto scoprire la strada in modo diverso – ha spiegato Marco Impagliazzo, presidente di Sant’Egidio – non come un luogo che collega un posto ad un altro, ma come una singolare casa per chi non ha casa”.
“Ci ha invitato a fermarci e a vedere chi vi abitava – ha aggiunto Impagliazzo – persone messe ai margini ma con tanta voglia di vivere, fragili ma che non vogliono essere ignorate”. La messa, che sarà presieduta dall’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, sarà dedicata a tutti coloro che come Deljia sono morti “per la durezza della vita in strada”, dicono i volontari convinti che “la vita di nessuno possa essere dimenticata”.





