Un profilo social pieno zeppo di video spericolati. Più di due dozzine di filmati con il proprietario dell’account, da solo o in compagnia, impegnato in pericolose acrobazie su scooter e motorini lungo le strade di Bari. Quelle provinciali, con muretti a secco che minacciano la sua incolumità, ma anche quelle urbane, da viale Falcone e Borsellino al centro città, dove a rischiare sono anche gli altri utenti della strada. Uno degli ultimi reel è stato pubblicato cinque giorni fa. Due i motorini che impennano ripetutamente, sia sul lungomare sia in corso Vittorio Emanuele, con uno dei guidatori che durante la bravata decide perfino di mettersi in piedi sulla sella.
Tanti i commenti, alcuni anche lusinghieri, ma il comune denominatore è certamente quello relativo alla pericolosità del gesto. “Ragazzi, non scherzate così – scrive una ragazza – ci sono piste specifiche, ma non in una strada trafficata con pedoni che sbucano ovunque. Giocate con la vostra vita. Cercate di essere prudenti e godetevi la vita nel modo più giusto”. Poi qualcuno nota un dettaglio e scrive: “Almeno coprite la targa”. Numeri e lettere che identificano uno degli scooter, infatti, sono ben visibili. Forse modificati ad hoc per la circostanza. Nel dubbio, c’è comunque qualcuno che tagga la Polizia Locale di Bari.
Un caso simile si era verificato in città qualche anno fa, sul ponte Adriatico, con l’aggravante che il rider di turno, in quella circostanza, non indossava neppure il casco. Anche in quel caso la targa del mezzo era ben visibile e il comandante della Polizia Locale, Michele Palumbo, aveva spiegato a Telebari che il protagonista del video social era assolutamente sanzionabile. “In casi come questo scattano in primis gli accertamenti sulla proprietà del mezzo – raccontava il Comandante in quella occasione – il proprietario ne risponde in via solidale e in modo obbligato in qualsiasi caso, anche non dovessimo riuscire a identificare il conducente”.





