Alessandro Delli Noci si è dimesso da consigliere regionale e da assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia. Delli Noci, indagato nell’ambito dell’inchiesta della procura di Lecce su presunti favori elargiti nei confronti di alcuni imprenditori, al termine dell’interrogatorio preventivo dinnanzi al gip di Lecce, ha formalizzato a mezzo pec le sue dimissioni. Per lui e altri indagati nell’inchiesta la procura ha chiesto gli arresti domiciliari.
Delli Noci è stato interrogato durante la mattina dell’11 giugno. L’interrogatorio dinanzi al gip di Lecce Angelo Zizzari è durato meno di un’ora. L’inchiesta riguarda presunti illeciti che sarebbero stati commessi nell’erogazione di finanziamenti pubblici per favorire un gruppo di imprenditori locali in cambio di sostegno elettorale. Sono 11 in tutto le persone per le quali i pm Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci hanno chiesto misure cautelari e che verranno interrogate. All’uscita da palazzo di giustizia Delli Noci, accompagnato dai suoi avvocati Giuseppe Fornari e Luigi Covella, non ha rilasciato dichiarazioni. Poi, l’annuncio delle dimissioni.
Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha accolto le dimissioni presentate dall’assessore Alessandro Delli Noci e pertanto ha assunto, con proprio decreto, le deleghe assessoriali in “Sviluppo economico, Competitività, Attività economiche e consumatori, Politiche Internazionali e commercio estero, Energia, Reti e infrastrutture materiali per lo sviluppo, Ricerca industriale e innovazione, Politiche giovanili” e in “Programmazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione ed Europei”. Le suddette deleghe resteranno assegnate in capo al presidente della Giunta. A subentrare a Delli Noci in consiglio regionale sarà il leccese Antonio Raone, che alle regionali 2020 si candidò nella lista Con ottenendo 7.279 preferenze (è poi passato a Forza Italia).
“I fatti duri e dolorosi di questi ultimi giorni mi impongono una scelta altrettanto dura e dolorosa. È dunque con profonda amarezza, ma con convinzione e determinazione, che questa mattina, prima di rendere l’interrogatorio davanti al Giudice, ho rassegnato irrevocabilmente le mie deleghe assessorili grazie alle quali il presidente Emiliano mi ha onorato di rappresentare in questi anni la Regione Puglia in Italia e nel mondo. Mi sono dimesso anche da consigliere regionale – ha poi affermato Delli Noci sulla sua pagina Facebook – Aspetto che la giustizia faccia il suo corso, con la massima fiducia nei confronti della magistratura. Attendo la decisione del giudice dopo l’interrogatorio di oggi e sono pronto ad affrontare quello che verrà certo della correttezza del mio operato. A coloro che mi sono vicini e credono in me dico grazie per aiutarmi a rimanere in piedi, con la schiena dritta e lo sguardo lungo”.
“Lascio ruoli – continua Delli Noci – che ho svolto quotidianamente con passione, impegno, serietà, con il massimo rispetto per le istituzioni e con la responsabilità di dover e poter governare per il bene della mia comunità, della provincia che mi ha eletto e della Puglia tutta intera. Una decisione che devo prima di tutto alla serenità della mia famiglia, a Paola, ai miei genitori, ai miei fratelli e soprattutto ai miei figli a cui ho detto di non dubitare mai della mia onestà e a cui ho chiesto perdono per le parole e gli sguardi che subiscono”. “Lo devo alla mia comunità politica, al gruppo di Con, ai miei colleghi, a ciascuna delle persone che si è stretta a me, consentendomi – aggiunge – di non crollare. Grazie per l’affetto, per la stima, e grazie per aver voluto rivendicare l’impegno e la passione politica che mi hanno mosso in questi anni. Lo devo al presidente Emiliano, alla fiducia conferitami cinque anni fa e confermata oggi in parole di stima e affetto sincero; lo devo agli uffici degli assessorati che ho guidato, ai dirigenti, funzionari e dipendenti, che trasformano le visioni e gli indirizzi politici in atti concreti per rendere la Puglia una regione attiva e al passo coi tempi. A loro tutto il mio rispetto, la mia stima, a loro la serenità per continuare a fare e bene il proprio lavoro”. “È stato un onore lavorare con voi, è stato un onore lavorare ogni giorno, senza sosta, per rendere la mia amata Puglia una regione competitiva e moderna, lavorare per una Regione che, con le sue politiche di sviluppo economico, è divenuta punto di riferimento per tutto il mondo produttivo. Non posso negare la tristezza e il rammarico – conclude – per non poter portare a termine i tanti progetti avviati, che mi auguro vedranno in ogni caso la luce nei prossimi giorni: dalle Comunità energetiche alle misure rivolte ai giovani, all’approvazione della legge che parla di loro attraverso le loro voci, alla legge sui talenti. Tutto parte di quella strategia di controesodo pensata per garantire ad ogni giovane pugliese un futuro migliore nella propria terra”.
“Il nostro assistito ha rassegnato le dimissioni da tutti i ruoli istituzionali fino a oggi ricoperti (assessore e consigliere regionale), allo scopo di tutelare l’istituzione che ha sino a oggi servito fedelmente e sentirsi libero di difendersi nel merito e dimostrare la propria estraneità ai fatti. A interrogatorio avviato, abbiamo ritenuto, noi difensori, essere venute meno le condizioni per portare a compimento l’attività processuale con la necessaria tranquillità. Abbiamo quindi invitato Delli Noci, pur intenzionato a proseguire nella ricostruzione dei fatti, a valutare la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere, cosa che poi è effettivamente avvenuta”. Lo rendono noto gli avvocati Giuseppe Fornari e Luigi Leonardo Covella, difensori di Alessandro Delli Noci. “Il nostro assistito – precisano ancora – avrà il modo, nel prosieguo del procedimento, di confrontarsi con l’autorità giudiziaria ed esporre le sue ragioni”. Probabile che alla luce delle dimissioni dell’assessore, la Procura valuterà l’eventuale ritiro della richiesta cautelare agli arresti domiciliari, richiesta fatta anche per altri 8 soggetti.
Chiesto il carcere, invece, per l’imprenditore Alfredo Barone ritenuto dagli inquirenti il promotore e organizzatore dell’associazione per delinquere che influenzando politici e amministratori, avrebbe pilotato investimenti e finanziamenti in particolare nel settore turistico ricettivo di lusso nel Salento. Le accuse a vario titolo (in tutto gli indagati sono 30) sono di associazione per delinquere, corruzione, truffa in danno di enti pubblici riciclaggio e autoriciclaggio.





