Mentre la maggior parte dei baresi è ancora in vacanza, corso Italia, una delle arterie principali del centro di Bari, racconta una storia diversa: siamo sulla strada che si collega con punti nevralgici della città, come la stazione, piazza Umberto I e il lungomare, una zona frequentata ogni giorno da un flusso costante di persone, passanti, pendolari, turisti, cittadini in movimento. Eppure, in questo contesto urbano così attivo, emerge un volto distopico della città.
Sotto i portici, ai margini della strada, nei pressi della stazione centrale, si sono formati veri e propri accampamenti. Materassi, coperte, cartoni e oggetti di fortuna trasformano gli spazi pubblici in dormitori improvvisati. Nel pieno dell’estate, questa situazione mette in luce una frattura profonda del tessuto urbano: il contrasto fra la vitalità della città e la vulnerabilità di chi sopravvive ai margini, forse aspettando risposte concrete e percorsi reali di inclusione. In alcune zone la criticità appare mitigata, sotto la linea ferroviaria delle Ferrovie Appulo-Lucane l’installazione di recinzioni per i lavori di restauro in corso impedisce il formarsi di nuove aree di bivacco.





