C’era un tempo in cui Molfetta è stata una delle città più attive e coinvolgenti nello scenario carnevalesco pugliese. Il Carnevale molfettese, infatti, era una manifestazione famosa e molto sentita in città. Le origini del Carnevale in terra molfettese risalgono al Medioevo, quando la città si animava a festa tra sacro e profano. E tra usanze che si svolgevano in famiglia e in città, tra cui il rito dell’ubriaco, dove gruppi di persone, fingendo la sbronza, sfilavano lanciando farina o acqua addosso alla gente, e il funerale di Toma, un pupazzo di paglia incendiato per simboleggiare la fine del Carnevale, la manifestazione molfettese ebbe grande seguito.
Il 1955, però, è stato l’anno in cui Molfetta ha istituito la prima edizione ufficiale del suo Carnevale: sfilate di grandi carri allegorici, gruppi mascherati e tanto folklore diedero vita a quello che sarebbe diventato, nel tempo, una famosa manifestazione carnevalesca del Sud Italia, capace di portare in città oltre 200mila spettatori. Dopo decenni di gloria vissuti tra gli anni 60 e l’inizio del nuovo millennio, il Carnevale molfettese iniziò a svanire: nel 2011, infatti, si tenne l’ultima edizione.
Oggi, però, il Carnevale sta per rivivere grazie alla Fondazione Carnevale Molfetta, recentemente costituita da sette soci fondatori che, tra attività e progetti interessanti, sono intenzionati a riportare in auge la tradizione della manifestazione cittadina. “Il nostro obiettivo è ripartire dalle radici — dice Danilo Sancilio, presidente della Fondazione Carnevale Molfetta, a Telebari — Ripartiremo da zero. Il Carnevale di Molfetta, fermo ormai dal 2011, vantava una tradizione di importanti maestri cartapestai ed era chiamato “Carnevale dei centomila”, numero che quantificava le presenze in città durante i festeggiamenti, anche se in realtà erano quasi il doppio. Dal 1900 avevamo già traccia del Carnevale, ma dal 1955 è stata sancita la prima reale edizione. In quegli anni era chiamato anche il “Carnevale del basso Adriatico”. Negli ultimi 14 anni, però, non c’è stato nulla”.
Un’importante manifestazione, dunque, che veniva riconosciuta, dopo quello di Putignano, come il secondo Carnevale più importante della provincia barese. Ma, nonostante la prestigiosa storia carnevalesca, Molfetta non ha mai avuto una maschera ufficiale a. E l’obiettivo è farla nascere attraverso il disegno dei bambini: “A Molfetta non abbiamo una maschera che ci rappresenti durante il Carnevale — conclude Danilo Sancilio — e abbiamo pensato di farla disegnare dai bambini: un’esperta giuria del settore, tra artisti e storici, sceglieranno i tre migliori disegni che poi saranno valutati dai cittadini, i quali sceglieranno la maschera tra quelle realizzate dagli alunni delle scuole elementari e medie di Molfetta. Ci sarà anche una specie di laboratorio. E tanti altri progetti. Ci autofinanziamo e abbiamo iniziato una campagna di associazione: cerchiamo nuovi partner disposti a investire nel nostro Carnevale. Ci vorrà tempo per riportare il nostro grandioso Carnevale, ma siamo pronti”. La Fondazione punta a un’attività distribuita durante tutto l’anno, che coinvolga la cittadina molfettese, per riaccendere l’entusiasmo intorno al tradizionale Carnevale e ricreare l’atmosfera di un tempo.






