Home » Attualità » Tangenti per appalti Asl Bari, in aula il ruolo di Sciannimanico: sentiti i teste
La sanatoria alla perizia di variante per la realizzazione del ‘Gabbione’ all’ospedale San Paolo di Bari e la sua qualifica di direttore dei lavori sono stati al centro dell’udienza di oggi del processo, con il rito abbreviato, a carico di Concetta Sciannimanico, la funzionaria Asl coinvolta con altre 16 persone nell’inchiesta sulle tangenti per gli appalti dei lavori di ristrutturazione degli ospedali nella Asl barese. Per il procuratore capo Roberto Rossi e la pm Savina Toscani, Sciannimanico risponde di associazione a delinquere in concorso con altri quattro fra dirigenti Asl e imprenditori e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, e avrebbe ricevuto tangenti per 28mila euro e borse griffate, sequestrate poi nella sua abitazione.
Il 12 novembre 2024 la guardia di finanza arrestò 10 persone (tra carcere e domiciliari) accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti. Nell’udienza di oggi dinanzi al gup Giuseppe Ronzino, hanno testimoniato consulenti dell’accusa e della difesa di Sciannimanico, i professori Nicola Berti, della Cattolica di Milano e Marida Dentamaro dell’Università di Bari. Al centro dell’interrogatorio in particolare il ruolo della donna, assistita dall’avvocato Gaetano Sassanelli nell’appalto per realizzare il reparto detentivo all’ospedale San Paolo, il cosiddetto Gabbione, e la perizia di variante relativa a quei lavori, coperta da sanatoria. Per l’accusa, al contrario, l’unica strada percorribile per garantire la sicurezza dei futuri fruitori sarebbe stata la demolizione. Si torna in aula l’11 novembre.
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