Anche per i giudici di secondo grado gli unici responsabili del disastro ferroviario del 12 luglio 2016, che portò alla morte di 23 persone e al ferimento di altre 51, a causa dello scontro tra due treni di Ferrotramviaria, tra Andria e Corato, furono il capostazione di Andria, Vito Piccarreta e il macchinista del treno partito da Andria e diretto a Corato, Nicola Lorizzo. I giudici della Corte d’appello di Bari, dopo una camera di consiglio durata quattro ore, hanno confermato la sentenza di primo grado, emessa a giugno 2023 dal tribunale di Trani, ritoccando le condanne: per Piccarreta da 6 anni a 6 mesi a 6 anni e 3 mesi, per Lorizzo da 7 anni a 6 e 9 mesi. La Procura generale di Bari aveva invece chiesto 15 condanne, tra i 12 anni e i 6 anni di reclusione.
I giudici baresi hanno anche ridotto il numero di parti civili che Ferrotramviaria (gestore della tratta) dovrà risarcire in solido con gli imputati: Codacons, Comune di Andria e Corato, Acu e Gepa saranno risarciti solo da Piccarreta e Lorizzo. L’accusa aveva anche chiesto una sanzione di 1,1 milioni di euro per Ferrotramviaria e la revoca delle autorizzazioni, licenze e concessioni per l’esercizio dell’attività per un anno. Confermati invece tutti gli altri risarcimenti, incluso i familiari delle vittime e la Regione puglia, e l’assoluzione sia del direttore d’esercizio della tratta ingegner Michele Ronchi (assistito dagli avvocati Ascanio Amenduni e Andrea di Comite), e Alessio Porcelli, capostazione di Corato (assistito dall’avvocato Francesca Lombardi. Per i giudici del secondo grado, allora, così come i colleghi di Trani, la tragedia che colpì numerose famiglie del nord barese, fu provocata da un errore umano e non dalla mancanza di misure di sicurezza.





