Novanta posti, una platea raccolta e un palcoscenico che da circa 60 anni dà voce alla creatività barese. Parliamo del Piccolo teatro di Bari, scrigno di cultura nascosto tra i palazzi silenziosi del quartiere Carrassi. Fondato da Eugenio D’Attoma, pioniere del teatro d’avanguardia, e da sua moglie Nietta Tempesta, ospita periodicamente attori locali e compagnie provenienti da tutta Italia, organizzando spettacoli riservati ai soci. Il sipario, però, al momento resta chiuso: lo scorso aprile è infatti arrivata un’ordinanza di chiusura per la mancanza di licenza di pubblico spettacolo. Una vera e propria scure che si è abbattuta su chi lavora quotidianamente per dare un futuro al Piccolo teatro.
Rischia di spegnersi una tradizione, un presidio che per anni ha accolto artisti e centinaia di appassionati di teatro barese. La cooperativa ha incontrato Paola Romano, assessora alla Cultura del comune di Bari: “Ci ha dato ampia disponibilità per trovare una soluzione”, dice il vicepresidente della cooperativa. Stefano D’Attoma.
La battaglia legale è partita, la cooperativa ha fatto ricorso al Consiglio di Stato e non resta che attendere la sentenza. Per ora, però, nel Piccolo teatro resta un silenzio che suona come un appello. Perché il luogo torni ad essere ciò che è sempre stato: un luogo di cultura che continui ad animare il quartiere Carrassi.




