Sono passati ben 95 anni, da quando venne posata la prima pietra che diede vita alla storia dell’aeroporto di Bari-Palese. Sorto come campo d’aviazione, per difendere la città dal primo conflitto bellico, è stato poi inaugurato il 12 ottobre 1930 come aeroporto militare, con il nome “Umberto di Savoia”, in onore del figlio del Re Vittorio Emanuele III. Per l’inaugurazione, venne organizzata una grande e calorosa manifestazione, alla quale parteciparono istituzioni e circa 30mila persone. Durante la ricca cerimonia, alla quale presenziò il sottosegretario all’Aeronautica, Raffaele Riccardi, omaggiato a gran voce, gli spettatori assistettero al lancio di una paracadutista tedesca e a spettacoli di biplani.
Quattro anni dopo, furono introdotte le prime linee civili che permettevano collegamenti diretti con Roma, Venezia e Ancona, ma anche all’estero come in Albania, a Tirana, e, poi, in Grecia. Nel 1939 l’aeroporto fu chiamato “Jacopo Calò Carducci”, in memoria di un aviatore barese morto quello stesso anno in Libia. Durante la Seconda Guerra mondiale, invece, lo scalo fu ampiamente utilizzato a scopi militari e divenne una base importante per le operazioni di guerra.
Dopo vari decenni, in una zona vicina posta dall’altro lato della strada provinciale, furono costruiti la prima nuova pista e il terminal passeggeri, che permisero la definitiva separazione dalla zona militare. Nel 1968, infatti, fu costruita la nuova pista, utilizzata ancora oggi dopo vari lavori di allungamento. “Karol Wojtyla” diventò il nome del nuovo aeroporto nato nel 2005, che negli anni è diventato una realtà eccellente del trasporto aereo nazionale e internazionale, tra record di milioni di passeggeri e collegamenti diretti sempre più oltreoceano, come quello Bari-New York.







