Si allungano i tempi per la chiusura delle indagini sul crollo della palazzina di via Pinto, al quartiere Carrassi di Bari il 5 marzo scorso. Questa mattina, dopo un incontro con il procuratore aggiunto Ciro Angelillis e la pm Silvia Curione, titolari del fascicolo d’inchiesta, i difensori dei sei indagati hanno chiesto di nominare i rispettivi consulenti ma soprattutto si sono riservati di chiedere un incidente probatorio per cristallizzare lo stato dei luoghi, facilmente soggetti a modifiche.
Con l’autorizzazione della Procura, la richiesta verrà depositata al gip del tribunale, che si occuperà di fissare una data. Ultimo step l’affidamento dell’incarico ai rispettivi consulenti. Tutti passaggi di una procedura a tutela degli indagati, che di fatto porterà via alcune settimane. Il legale rappresentante della “Dell’Aera Costruzioni” s.r.l., impresa esecutrice delle opere, Vito Modesto Dell’Aera, i quattro progettisti e direttori dei lavori Simone Stefano, Giuseppe Carlo Marano, Giuseppe Antonio Massa e Davide Giuseppe Tassa, e il collaudatore delle opere strutturali Vincenzo Fanelli sono accusati di sottovalutato “il rischio di collasso dell’intero edificio sia nella fase della direzione dei lavori che in quella dell’esecuzione”, ed elaborato un progetto di ripristino per la messa in sicurezza statica non idoneo.
L’iscrizione dei sei nel registro degli indagati precede i nuovi accertamenti affidati al consulente della Procura, l’ingegner Salvatori, e cioè la rimozione di tre elementi del piano terra, posizionati sulla linea verticale del crollo, in corrispondenza dei tre pilastri del piano interrato. L’obiettivo è la valutazione dei resti e delle condizioni strutturali. Nel crollo sono parti offese 19 privati e il condominio della palazzina.