Bari un tempo contava oltre venti sale cinematografiche tra centro e periferia, luoghi che dagli anni ’60 agli ’80 hanno rappresentato il cuore pulsante della vita culturale cittadina. Oggi di quel patrimonio resta poco: la maggior parte degli edifici è stata demolita o riconvertita, sostituita da residenze, negozi e spazi commerciali.
Il Cinema Armenise, in via Pasubio al quartiere Carrassi, è stato abbattuto nel 2016 e al suo posto sorgono palazzine moderne e di quella sala, frequentatissima tra gli anni ’50 e ’80, non resta alcuna traccia. Nemmeno l’insegna. Stessa sorte per il Cinema Ambasciatori, sempre a Carrassi, demolito tra il 2017 e il 2018: al suo posto sorgeranno appartamenti e locali commerciali, tra cui un fast food di pollo fritto, simbolo di come la funzione culturale degli spazi urbani venga sostituita dal commercio veloce.
Il Cinema Marilon, fondato da Maria Lonigro negli anni ’50 e attivo fino agli anni ’90 in via Ettore Carafa, è stato abbattuto e oggi è un condominio con garage, mentre il Cinema Oriente, inaugurato nel 1928 e celebre per gli affreschi dei fratelli Prayer, ha chiuso tra gli anni ’90 e 2000 ed è stato trasformato in negozi e hotel: le decorazioni interne esistono ancora, ma sono inaccessibili al pubblico. Anche il Cinema Esedra, nato nel 1955 in via Luigi Di Savoia, ha perso la sua funzione originaria ed è oggi uno spazio eventi privato.
Qualche segnale di resistenza però c’è: il Cinema Jolly, storico d’essai chiuso nel 1993, è in fase di recupero con il progetto “Inside Jolly” che lo trasformerà in spazio culturale multifunzione, mentre il Kursaal Santa Lucia, inaugurato nel 1925 sul lungomare, dopo un lungo restauro è tornato attivo nel 2022 come teatro e spazio comunale. A sopravvivere nella sua funzione originaria è solo il Cinema ABC di via Marconi, nato nel 1973 e ancora oggi punto di riferimento per il cinema d’essai e per il Bif&st.







