“Solo nella provincia di Bari, secondo l’ultimo rendiconto Inps, su un totale di 93.953 lavoratori part time 56.6757 sono donne. Va peggio per i contratti a tempo indeterminato, su 28.052 le donne con contratto stabile sono 9.874. Inoltre, quando si parla di contratti part time, questi sono spesso stagionali oppure non arrivano a coprire le 20 ore settimanali, con conseguenti salari inadeguati”. Lo denuncia la Cisl Puglia in una nota alla vigilia della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che si celebra domani.
“Tante sono le forme di violenza – spiega il sindacato – tra queste la più subdola è quella economica, che include ogni atto che tende a privare la vittima della propria indipendenza economica o della partecipazione alla gestione delle finanze domestiche familiari”. “La violenza di genere – prosegue – si insinua anche in questo ambito, la debolezza finanziaria della donna può tramutarsi in prevaricazione da parte del partner. Spesso, la situazione è simile anche per le donne lavoratrici che in molti casi percepiscono redditi bassi. In Puglia, il sistema lavorativo vede un elevato gender gap, con le donne che ricoprono ruoli marginali, con part time involontari o senza stabilità”.
Per questo la Cisl ha aderito all’iniziativa promossa dalla Banca d’Italia ‘Le donne contano’: un corso di educazione finanziaria al quale hanno partecipato moltissime delegate. Il corso, che introduce ai concetti base di finanza personale, ha l’obiettivo di divulgare le basi di una cultura finanziaria anche sui posti di lavoro. “È necessario sradicare il preconcetto che questi siano argomenti da uomini – conclude il sindacato -. Molte donne non solo sono economicamente più deboli rispetto ai loro partner, ma per alcuni retaggi culturali tendono a delegare a loro la gestione patrimoniale familiare e a volte anche personale”.





