A Bari la leadership si studia… e si allena. Questa mattina, nella sala consiliare di Palazzo della Città, in scena l’ultimo appuntamento del corso di formazione dedicato ai dirigenti comunali: “Principi di management e leadership”. Ospite d’onore il Ct della nazionale italiana di volley Fefé De Giorgi, cinque volte campione del mondo nella pallavolo, tre da giocatore e due da allenatore, che ha tenuto una lectio magistralis sulla leadership. Un percorso di quattro moduli, 32 ore complessive, guidato dal formatore Roberto Poggiolini. Non solo teoria, ma simulazioni e casi pratici per rafforzare le competenze necessarie a rendere più efficiente la macchina pubblica e migliorare i servizi ai cittadini. L’obiettivo è chiaro: una pubblica amministrazione più moderna, veloce nelle decisioni e capace di motivare il personale, per costruire maggiore fiducia tra istituzioni e comunità.
“Il mio programma – ha aggiunto – è di seguire il campionato italiano, seguire alcuni giocatori giovani e, a maggio, iniziare la nostra attività. ha detto De Giorgi a margine dell’incontro – Abbiamo l’Europeo in Italia e quindi, siccome ci saranno zero aspettative, ci prepariamo a questo percorso”, ha spiegato con un pizzico di ironia. A chi gli chiedeva cosa si provi a essere ct di una nazionale vincente, in un Paese nel quale il calcio mostra qualche difficoltà, De Giorgi ha detto che “siamo orgogliosi del movimento della pallavolo, ma anche di altri sport come il tennis. Abbiamo avuto un settembre storico, perché le nazionali femminile e maschile hanno vinto il mondiale nello stesso anno, è una cosa che storicamente è successa solo una volta negli anni ’50”.
“Volevo riposarmi, ma non ce la faccio perché quando si vince non si riposa. Quando invece si perde ti lasciano in pace. Se si vince è piacevole, ma molto impegnativo, in questo periodo seguo il campionato, anche se non sono ancora andato nelle società, perché cerco di far disintossicare un po’ i giocatori dopo un’estate abbastanza lunga”.
“È chiaro – ha spiegato – che questo aiuta a creare più interesse verso il nostro sport, con ragazzi e ragazze che si avvicinano. Il calcio viaggia a un altro tipo di velocità, non dobbiamo avere riferimenti con il calcio, è un’altra realtà. Ma stiamo facendo molto per conquistarci il nostro spazio”.







