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Home » Attualità » La Biblioteca nazionale di Bari compie 149 anni: “Dopo il Covid crollo di utenti, tornate a trovarci”

La Biblioteca nazionale di Bari compie 149 anni: “Dopo il Covid crollo di utenti, tornate a trovarci”

diSara Di Leo
21 Gennaio 2026
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Biblioteca Nazionale

© Riproduzione riservata

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Era il 1877 quando venne inaugurata la Biblioteca nazionale Sagarriga-Visconti di Bari. Centoquarantanove anni di attività per quella che è una istituzione, con un patrimonio librario di 17.000 manoscritti, per lo più documenti sciolti (a volume sono 454), di carattere prevalentemente locale, provenienti in gran parte da donazioni o lasciti; circa 500.000 volumi a stampa e tra questi numerose cinquecentine, 55 incunaboli, 163 edizioni pugliesi stampate nei secoli XVI-XVIII; e ancora editti e bandi, fogli risorgimentali, allegazioni giuridiche, carte geografiche, periodici, repertori. Una vera ricchezza bibliografica di grande valore artistico, storico e documentale, tuttora in continuo incremento.

Il primo nucleo fu donato alla città dal senatore del Regno d’Italia Gerolamo Sagarriga Visconti Volpi nel 1863, milanese giunto in Puglia nel XIX secolo: consapevole dell’assenza in città di un istituto dedicato alla conservazione dei libri e di uno spazio per la lettura e lo studio, decise di destinare la propria biblioteca personale affinché diventasse il centro originario del futuro istituto pubblico. La donazione iniziale superava i duemila volumi e includeva una rendita annuale per l’acquisto di nuovi libri e l’espansione della collezione. Tuttavia, deceduto nel 1875, non riuscì a vedere la cerimonia d’apertura della Biblioteca nella sua sede originaria in Strada Palazzo di Città, nel borgo antico. Venti anni dopo, il primo trasferimento in piazza Umberto nel Palazzo Ateneo, dove la Biblioteca Sagarriga-Visconti visse florida per oltre un secolo.

2006: arriva un secondo cambio di location. Parla con Telebari la direttrice della Biblioteca nazionale, Antonietta De Felice: “Nel periodo in cui la Biblioteca era a Palazzo Ateneo, molti servizi erano dislocati in altre palazzine del centro, con grandi problemi di unitarietà dell’azione amministrativa e con grande spreco di denaro per il pagamento degli affitti. Il ministero ha quindi deciso, agli inizi degli anni 2000, di ristrutturare il vecchio Mercato Annonario della città di Bari, da decenni dismesso e abbandonato al degrado strutturale, per dare un posto definitivo e unitario alla Biblioteca nazionale di Bari e all’Archivio di Stato di Bari, con ampi ambienti  (11.500 metri quadri) necessari al funzionamento e alla crescita libraria e archivistica”.

Oggi, in via Pietro Oreste 45, nel quartiere Libertà e in prossimità del centro urbano, distante dalle sedi universitarie, l’Istituto ha subito alcuni effetti collaterali del tempo e quello che è stato ed è un simbolo dell’identità locale culturale, vive in sordina a dispetto del suo prestigio. In principio, quella ‘mossa’ del 2006, benché abbia donato spazio, ha diviso due entità, la Biblioteca e l’Università che vivevano quasi in simbiosi, relegando la Sagarriga-Visconti in periferia e in un luogo ostico da raggiungere. “Da corso Vittorio Emanuele partono le navette che giungono fino al Park and ride di corso Vittorio Veneto, a due passi dalla Biblioteca. Tuttavia, confidiamo nella creazione di un servizio navetta da parte delle istituzioni locali di collegamento tra l’Università e la Cittadella della Cultura, spazio che accoglie non solo la Biblioteca nazionale di Bari, ma anche l’Archivio di stato di Bari, altro luogo centrale per la ricerca storica”, dichiara la direttrice De Felice.

Nonostante la posizione non favorevole e malgrado una costante diminuzione di personale dovuta ai pensionamenti, la Sagarriga-Visconti ha continuato ad essere il centro per eccellenza dello studio e della cultura cittadina e ad offrire tutti i servizi. Poi, però, è arrivato il 2019. Durante il periodo pre-Covid, la Biblioteca contava un numero di studiosi pari a 12.448; dati scesi vertiginosamente ad appena 1.978 unità nei primi mesi del 2020 e, azzerati, dopo l’interruzione di tutti i servizi causa pandemia. “Dopo l’interruzione di tutti le prestazioni nel marzo 2020 per l’emergenza sanitaria, mentre le altre Biblioteche aprivano al pubblico già a maggio 2020, la Biblioteca Nazionale di Bari, a causa della carenza di personale, riusciva ad aprire a pieno regime solo a fine settembre 2022 e per due anni e mezzo offrì solo servizi di prestito, riproduzioni e informazioni, con l’esclusione totale dell’uso della sala di lettura, centro e cuore pulsante di una biblioteca (in cui è possibile leggere, fare ricerca, scrivere, usare il pc, consultare repertori, scambiare idee e progetti di studio). Il numero dell’utenza è ovviamente crollato”, afferma la direttrice De Felice. Un periodo non facile per nessuno, compresi i luoghi di cultura.

“La quota 100 ha di colpo svuotato molti uffici e il Covid ha dato la mazzata finale”, asserisce Antonietta De Felice. Dal 2 ottobre 2023, la situazione migliora. Grazie all’immissione da parte del ministero della Cultura di nuove unità di personale, si è riusciti ad attuare l’apertura prolungata della Biblioteca, da lunedì a giovedì 8.15-18.45 e venerdì 8.15-13.45 e le presenze riprendono lentamente: nel 2023 sono 2.808; nel 2024 gli studiosi arrivano a quota 4.222 e nel 2025 raggiunge 4.255.

Dal 2023 sino ad oggi, la Direzione e la Biblioteca tutta stanno dimostrando quella grande forza di ‘resilienza’ (termine saldamente legato alla reazione post-pandemica), “affinché l’istituto possa ritornare agli albori di un tempo”, commentano. A fronte di una carenza di personale tecnico-scientifico (specie nel numero dei bibliotecari e delle figure di catalogatori per effettuare l’inserimento dei volumi nel portale OPAC), ogni azione è rivolta a ‘curare le vecchie ferite’. Decisiva (e necessaria) la promozione di appuntamenti di valorizzazione, mostre, concerti, presentazioni e numerosi eventi culturali per coinvolgere la cittadinanza attorno a quello che è un centro della cultura locale. Altrettanto fondamentale il ruolo della scuola “per far comprendere l’importanza della Biblioteca nello studio e nella ricerca storica, con visite guidate organizzate per mostrare i servizi dell’istituto, le fonti conservate, l’uso degli OPAC, curiosità bibliografiche e l’importanza della lettura”.

Un processo lento, ma costante che la cittadinanza (e non solo) ha il diritto e il dovere di sostenere. Agli sforzi interni della Sagarriga-Visconti, la risposta del pubblico non mente: nel 2024 ci sono stati 1.458 visitatori, cresciuti a 1800 nel 2025. “Le prossime date sono previste per la primavera: la mostra “Le meraviglie della Biblioteca nazionale di Bari”, in cui sarà inaugurata anche la nuova sala mostre a pianterreno dell’istituto e sicuramente la terza edizione di “Concerti in Biblioteca” che dovrebbe iniziare in aprile/maggio”, informa la direttrice.

“La speranza è che studiosi, lettori, curiosi, ricercatori possano ritornare a frequentare la Biblioteca nazionale di Bari, luogo di ricerca fondamentale per lo studio della storia locale, ma anche spazio in cui si può semplicemente studiare, usare il wi-fi, dove si possono prendere libri in prestito, consultare giornali, l’editoria locale, dove si svolgono manifestazioni culturali. La Biblioteca è di nuovo pronta a occupare un ruolo centrale in qualità di sede cittadina della cultura e di promozione di eventi”, conclude la direttrice Antonietta De Felice.

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