Il cuore continuerà a battere in un altro corpo. I reni “doneranno autonomia e salute a due adolescenti”, il fegato permetterà un doppio trapianto regalando nuova speranza a due bambini di 3 e 4 anni. Jonathan Mastrovito vivrà così: il ragazzo di 19 anni, terza vittima del terribile incidente fra Adelfia e Acquaviva delle Fonti – nel quale sono morti i fidanzati Gianvito Novielli e Denise Buffoni, di 18 e 15 anni – è deceduto dopo una settimana in ospedale. Ed è proprio il Miulli di Acquaviva, dove era ricoverato, a dare notizia dell’avvenuto espianto degli organi: “In questa circostanza di estremo sconforto, i genitori del giovane hanno scelto di trasformare il dolore in speranza, autorizzando la donazione degli organi del proprio figlio. Un gesto di altissimo valore umano, che ha reso possibile la salvezza di altre vite”.
Quindi, grazie a questa decisione e con il nulla osta della Procura della Repubblica, cuore, reni e fegato di Jonathan aiuteranno altre persone, soprattutto adolescenti e bambini piccoli. Come se fosse un fratello maggiore. “Particolare riconoscenza va anche al personale del Miulli che si è prodigato con professionalità e dedizione in questa delicata operazione – continuano dall’ospedale – in particolare al dottor Ovidio Nicola Miccolis, responsabile della Uos Prelievo e donazione d’organo e tessuti, e a tutta l’équipe impegnata nelle donazioni d’organo”. La direzione dell’ospedale e tutto il personale sanitario e amministrativo esprimono “il più profondo cordoglio” per la perdita del 19enne e si stringono “con affetto attorno alla sua famiglia, che ha affrontato questo momento di immensa sofferenza con una forza e una generosità esemplari”. “Gesti come questo testimoniano la potenza della solidarietà e la luce che può nascere anche nei momenti più bui”, concludono dal Miulli ringraziando ulteriormente la famiglia di Mastrovito. Jonathan non c’è più, ma in realtà c’è ancora.





