Molfetta, trasporto disabili nelle strutture diventa a pagamento: petizione di un malato di Sla

È lo stesso Nicola Catalano, 58enne di Molfetta e malato di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) a lanciare un appello con l’obiettivo di chiedere all’amministrazione comunale la revoca della delibera n. 56 del 23 dicembre 2025. Secondo il nuovo provvedimento, infatti, a partire dal prossimo 1° marzo il servizio di trasporto dei disabili verso le strutture ricettive, oltre al servizio di assistenza domiciliare, all’assistenza domiciliare integrata e ai pasti a domicilio per anziani e soggetti fragili diventano a pagamento e la cifra sarà stabilita dall’ISEE familiare. Unica eccezione riguarda i casi di reddito ai limiti dell’indigenza (inferiore o pari ai 3.000 euro annui), per i quali il servizio resterà gratuito.

All’interno della delibera è infatti specificato che “il Comune di Molfetta intende per il 2026 porre a carico parziale e/o totale dei destinatari […] la quota di compartecipazione ex art. 46 l.r 4/2010“. Nello specifico, il Comune fa riferimento a quanto riportato nella legge regionale che proprio all’art. 46 – Disposizioni in materia di servizi sociali e sociosanitari, sottolinea quanto segue: “I comuni associati in ambiti territoriali sottoscrivono apposite e preventive intese con la ASL competente per territorio atte a specificare le modalità organizzative del servizio di trasporto, le modalità di gestione e i criteri di accesso al servizio da parte degli utenti, con riferimento ai criteri di compartecipazione al costo definiti in applicazione della normativa nazionale e regionale vigente in materia di valutazione della condizione economica dell’assistito e del rispettivo nucleo familiare”.

Un provvedimento che “viola il principio fondamentale di rispetto e dignità, legando in maniera iniqua l’accesso a servizi essenziali al parametro del reddito – sottolinea Catalano lanciando la sua petizione online – Nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra il proprio sostentamento e l’assistenza necessaria per vivere in modo dignitoso. È fondamentale – si legge ancora – che i servizi per l’assistenza domiciliare e il supporto alle persone disabili e fragili siano garantiti senza oneri aggiuntivi per coloro che ne hanno bisogno. Inoltre, è necessario che questi servizi siano accessibili a tutti, indipendentemente dalla loro situazione economica, per un giusto equilibrio sociale e umano”.

Quindi la richiesta, un appello diretto al Comune di Molfetta. “Chiediamo con forza che la delibera venga revocata o, quanto meno, rivista in modo da assicurare un trattamento più equo e rispettoso delle necessità vitali delle persone coinvolte. Facciamo appello all’amministrazione comunale affinché si ponga come esempio di solidarietà e inclusione sociale, garantendo il diritto all’assistenza a tutti coloro che ne abbiano bisogno”.

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Italo Cinquepalmi

La Redazione di Telebari segue le notizie di cronaca, attualità, sport ed eventi da Bari e dalla Puglia.

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