Si trovava su un balcone all’ottavo piano di un palazzo di Bari, ma il suo atteggiamento non sembrava essere quello di una persona semplicemente affacciata a prendere aria. A notare la scena insolita un vigile del fuoco, che si trovava a passare da lì fuori servizio. Stava andando a prendere i figli da scuola, intorno alle 16.30 del 27 aprile, quando la sua attenzione è stata catturata da quanto succedeva all’esterno di quel palazzo: il vigile ha notato un uomo sulla parte esterna del balcone situato all’ottavo piano. “Non era chiaro cosa stesse facendo, ma appariva evidente che fosse in difficoltà – fanno sapere dalla sede centrale di Bari dei vigili del fuoco – Come se stesse tentando di passare da un balcone all’altro”. Dalla strada, il vigile G.R. (queste le sue iniziali, nella foto è in maglietta bianca) ha iniziato a parlargli per cercare di stabilire un contatto. Gli ha chiesto nome, cognome e numero di telefono, e- vista anche la distanza – non è stato facile recuperare le informazioni: l’uomo dettava il numero mentre G.R. lo ripeteva ad alta voce, aiutandosi anche con i gesti delle dita per confermare ogni cifra.
Dopo numerosi tentativi, G.R. è riuscito a contattarlo telefonicamente e a parlarci, mentre nel frattempo cercava di individuare l’indirizzo di casa. Il vigile del fuoco è riuscito quindi a salire all’ottavo piano e suonare il campanello. Ad aprire la porta è stato il padre dell’uomo, che ha fatto entrare G.R., il quale a sua volta si è precipitato sul balcone. L’uomo che poco prima si trovava lì, però, non c’era più: era riuscito a passare all’esterno del balcone accanto – appartenente a un altro numero civico dello stesso grande complesso condominiale – ed era in stato confusionale. Il vigile del fuoco l’ha raggiunto, gli ha preso le mani e ha iniziato a parlarci con calma, con l’intenzione di distrarlo. Ha funzionato: i due hanno conversato del più e del meno, anche di sport, mentre il vigile rassicurava l’uomo e lo teneva ancorato a sé. Nel frattempo i colleghi del vicino comando sono arrivati a sirene spiegate e con l’autoscala. G.R. ha continuato a tenersi stretto all’uomo per più di un’ora, gli ha passato dell’acqua e ha cercato di tranquillizzare anche il padre, che era lì accanto ad assistere alla scena.
I vigili del fuoco hanno dispiegato l’autoscala, e prima di intervenire il capo squadra è riuscito a far desistere definitivamente l’uomo, convincendolo a rientrare: “Il giro sull’autoscala lo facciamo un’altra volta”, gli ha detto con tono rassicurante. Una volta avuto l’assenso dell’uomo, la porta del balcone è stata aperta e i vigili del fuoco l’hanno messo in salvo, abbracciandolo e poi affidandolo alle cure degli operatori sanitari. “Ancora una volta è stato dimostrato che i vigili del fuoco sono sempre pronti a intervenire, anche fuori servizio – è la conclusione del comando – Perché, con o senza divisa, per loro essere in servizio non è solo un lavoro, ma una vocazione”.





