Ha 69 anni, è austriaco ma vive in Italia da tempo, e sta per compiere un’impresa: percorrere 3.000 chilometri a piedi, quelli che lo porteranno da Corato a Santiago de Compostela. Norbert Steingress è stato per tutta la vita un docente universitario di lingua tedesca, si è pensionato e ora è un camminatore. Mettersi in viaggio contando solo sulle proprie scarpe, però, per lui non è solo una questione di resistenza fisica. “È un percorso profondamente umano e simbolico – dice – un cammino di memoria, guarigione e gratitudine”. Steingress, infatti, cammina per fare i conti con i traumi del passato, con gli abusi sessuali che hanno segnato la sua infanzia e adolescenza, “con profonde sofferenze psicologiche e fisiche rimaste per oltre quarant’anni nel silenzio”. Solo dopo anni, grazie anche al sostegno della famiglia e a un importante percorso terapeutico, ha trovato la forza di affrontare il passato e iniziare un camminio di riconciliazione.
Adesso è pronto, e partirà “dalla porta di casa” per arrivare a Santiago de Compostela, lungo la via Francigena del Sud e Nord e i principali cammini europei. “Da Corato a Santiago – 3.000 km per ritornare alla vita” è il nome della sua impresa (Steingress ha avviato anche una pagina Instagram per seguire le sue tappe), ed è “un’iniziativa che vuole trasformare il dolore in testimonianza e offrire un messaggio di speranza: anche dopo esperienze traumatiche è possibile ritrovare una strada verso la vita”. La partenza è fissata per l’1 maggio alle 9 da piazza Sedile a Corato, il camminatore attraverserà l’Italia e la Francia per poi raggiungere la destinazione finale in Spagna. “Questo progetto nasce dalla volontà di riappropriarmi definitivamente della mia vita, dopo aver affrontato per oltre 40 anni le conseguenze emotive e psicologiche di un abuso prolungato, di natura sessuale, avvenuto durante la mia infanzia e giovinezza per mano di alcune persone – scrive Norbert Steingress su Instagram – per più di quattro decenni, questo capitolo della mia vita è rimasto inespresso. Era un tempo in cui il silenzio era l’unico modo per andare avanti. Poi, ho deciso di parlare”. E di camminare. Lo farà da solo: “Sarà un cammino dentro di me, una testimonianza del fatto che, nonostante un passato difficile, è possibile ritrovare una strada, una via d’uscita per tornare a vivere – continua – Questo cammino è una metafora della mia vita fino a oggi, una via personale fatta di ricordi e gratitudine verso le persone che ne hanno fatto parte. È un cammino di riconciliazione con il mio passato e un tentativo di ritrovare, con fatica e spesso con dolore, la strada del ritorno alla vita”. Steingress è pronto, sia da un punto di vista psicologico che fisico – di recente ha anche messo le protesi alle ginocchia – e il suo cammino sarà anche un gesto concreto di vicinanza “a tutte le persone che hanno vissuto esperienze simili, in particolare bambini e bambine vittime di abuso sessuale, e le loro famiglie”. “Questo cammino non vuole cancellare il passato, ma trasformarlo in forza e speranza – afferma l’ex docente – Santiago è la meta, ma il vero obiettivo è il cammino stesso: un cammino di ritorno alla vita”.





