C’è un filo che attraversa l’intera stagione del teatro Piccinni e lega Eduardo De Filippo a Pippo Delbono, Lady Oscar a Marco Polo, le tragedie di Pasolini alle Cosmicomiche di Calvino, sino alle coreografie internazionali della danza contemporanea. È il filo dell’umanità, delle fragilità individuali che diventano esperienza condivisa, della necessità di ritrovarsi in una sala teatrale per interrogare il presente. Non è un caso che la stagione promossa dal Comune di Bari – Assessorato alla Cultura e organizzata da Puglia Culture si intitoli “Umano Collettivo”: un nome che racconta già una visione e un’idea di teatro come luogo di comunità, confronto e immaginazione. Con oltre 30 appuntamenti complessivi, tra spettacoli in abbonamento e fuori abbonamento, 18 produzioni di prosa e teatro contemporaneo, 7 spettacoli di danza, 5 prime nazionali e 10 esclusive regionali, il cartellone 2026/27 conferma il ruolo del Piccinni come una delle realtà più dinamiche del panorama teatrale italiano. La stagione estende poi il proprio raggio d’azione oltre il palcoscenico attraverso “UMANO COLLETTIVO / ARTERIE – Percorsi fra teatro e città” che comprende il progetto Collettivo Piccinni, i laboratori nelle scuole e nei quartieri periferici, le attività nella Casa circondariale di Bari. In questo percorso si inseriscono anche le iniziative dedicate all’accessibilità e alle famiglie con attività di partecipazione culturale sul territorio. Una stagione costruita attorno ai grandi interpreti della scena nazionale, alle eccellenze pugliesi e a una forte apertura verso nuovi linguaggi, che mantiene una formula ormai amata dal pubblico barese: gli spettacoli prenderanno il via dal mercoledì per accompagnare gli spettatori fino alla domenica, trasformando il teatro in un appuntamento stabile della vita cittadina.
Tra gli eventi più attesi: il ritorno a Bari, dopo molti anni di assenza, di Pippo Delbono, che dal 14 al 18 aprile porta in scena “Amore” (esclusiva regionale), un lavoro poetico e musicale che attraversa il Portogallo, l’Angola e Capo Verde, intrecciando fado, letteratura e autobiografia in una riflessione intensa sulla fragilità e sulla forza dei sentimenti umani. Un ritorno che rappresenta uno degli appuntamenti più prestigiosi e simbolici dell’intera stagione. Dalla forza evocativa del teatro di narrazione di Simone Cristicchi alla travolgente invenzione linguistica e visionaria di Alessandro Bergonzoni, fino all’intenso percorso musicale e teatrale di Tosca. Tra le proposte fuori abbonamento alcune delle voci più originali e autorevoli della scena italiana contemporanea: dal 5 al 7 marzo Simone Cristicchi porta in scena “Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli”, un intenso viaggio teatrale e musicale dedicato alla figura di San Francesco, uomo attraversato da dubbi, fragilità e slanci visionari; il 13 e 14 marzo, in esclusiva regionale, Alessandro Bergonzoni è al Piccinni con “Arrivano i Dunque (Avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca)”, nuova esplorazione poetica e linguistica che trasforma il gioco delle parole in uno strumento per interrogare la realtà; il 21 aprile Tosca presenta “Feminae a teatro”, esperienza scenica immersiva che intreccia musica, racconto e suggestioni visive in una riflessione sulla memoria, l’identità e la libertà.
Italo Calvino attraversa idealmente la stagione con due tra gli appuntamenti più attesi del cartellone. Dal 2 al 6 dicembre Luca Zingaretti sarà protagonista di “Marco Polo e le città invisibili”, adattamento che rilegge il celebre dialogo tra l’esploratore veneziano e Kublai Khan come una riflessione sul presente, sulle metropoli contemporanee e sul nostro modo di abitare il mondo. Dal 16 al 21 marzo calcherà per la prima volta il palcoscenico del Piccinni Luca Marinelli, protagonista e regista de “La cosmicomica vita di Q” (esclusiva regionale), uno spettacolo ispirato alle Cosmicomiche che segue il personaggio di Qfwfq attraverso miliardi di anni di storia dell’universo, trasformando la materia scientifica in un racconto teatrale poetico, visionario e profondamente umano. Due spettacoli diversi per linguaggio e immaginario, ma accomunati dalla straordinaria capacità di Calvino di parlare ancora al nostro tempo. Altro momento destinato a segnare il cartellone è il ritorno a Bari di Giuseppe Fiorello, protagonista dal 24 al 28 febbraio di “Educazione sentimentale”, scritto e diretto da Ivan Cotroneo, un monologo che affronta con ironia e profondità il tema dell’educazione maschile e degli stereotipi di genere. Tra le novità più sorprendenti emerge “Oscar” (esclusiva regionale), in scena dal 13 al 17 gennaio, con Sonia Bergamasco e la regia di Antonio Latella. Lo spettacolo prende spunto dalla celebre figura di Lady Oscar per costruire un’indagine contemporanea sull’identità, sulla libertà individuale e sulla capacità di scegliere da che parte stare nei momenti decisivi della storia.
Ad aprire la stagione, dal 21 al 25 ottobre, sarà “Il sindaco del Rione Sanità” di Eduardo De Filippo con Geppy Gleijeses e la partecipazione di Pino Micol, una delle opere più politiche del repertorio eduardiano, incentrata sul tema della giustizia e del rapporto tra legalità e consenso popolare. Dal 4 all’8 novembre arriva “Oltre” (esclusiva regionale) di Fabiana Iacozzilli, straordinaria ricostruzione della tragedia delle Ande del 1972 che, partendo dal celebre disastro aereo, interroga il pubblico sui limiti della sopravvivenza e sulle scelte estreme dell’essere umano. Il cartellone propone poi il grande teatro internazionale con “Erano tutti miei figli” (esclusiva regionale) di Arthur Miller, dal 16 al 20 dicembre, interpretato e diretto da Elio De Capitani, una delle più dure riflessioni sulla responsabilità morale nella società contemporanea; “Le false confidenze” (esclusiva regionale) di Marivaux, dal 10 al 14 febbraio, con Elena Sofia Ricci e Arturo Cirillo, raffinata commedia sentimentale che indaga le maschere dell’amore e dell’ambizione; e “Scheda bianca” (esclusiva regionale), dal 31 marzo al 4 aprile, con Rocco Papaleo diretto da Serena Sinigaglia, tratto dal romanzo di José Saramago e costruito come una lucida parabola sulla crisi della democrazia e sul rapporto tra cittadini e potere. Non mancano le proposte più innovative della scena contemporanea: dal 5 al 7 febbraio (esclusiva regionale) la compagnia Sotterraneo — tra le più premiate del teatro italiano, con riconoscimenti come il Premio Ubu, il Premio Scenario, il Premio Hystrio e il BE Festival — porta in scena “Il fuoco era la cura”, ispirato a “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury. Lo spettacolo riflette sui rischi di manipolazione culturale e omologazione, rileggendo la distopia come uno specchio del presente e interrogandosi sul rapporto tra informazione, tecnologia, intrattenimento e libertà individuale, con il consueto linguaggio ironico e tagliente della compagnia.
Le compagnie pugliesi protagoniste
Particolarmente significativo è lo spazio dedicato alla scena regionale, che attraversa l’intera stagione. Le compagnie pugliesi non occupano una sezione del programma, ma dialogano alla pari con i grandi nomi della scena nazionale. Il 21 e 22 novembre la Compagnia Tiberio Fiorilli presenta in prima nazionale “Affabulazione” di Pier Paolo Pasolini, con Daniele Griggio e la regia di Andrea Buscemi, una tragedia moderna che mette in scena il conflitto feroce tra padre e figlio. Dal 27 al 29 novembre il Teatro dei Borgia porta al Piccinni “Ero l’uomo della guerra” (prima nazionale), interpretato e diretto da Elena Cotugno, tratto dalla straordinaria vicenda reale di Vito Alfieri Fontana, ex produttore di mine antiuomo divenuto sminatore e attivista per la pace. L’8 e 9 dicembre il Granteatrino propone “Il segreto di Pinocchio”, con la regia di Paolo Comentale, spettacolo che intreccia la figura di Collodi e quella del suo personaggio più celebre, anticipando idealmente il grande progetto dedicato a Pinocchio che accompagnerà l’intera stagione. Dall’11 al 13 dicembre Licia Lanera firma e interpreta “James”, una riflessione sul teatro, sul tempo e sull’ossessione dell’immortalità artistica che riunisce in scena interpreti di generazioni diverse. Dall”8 al 10 gennaio la compagnia UNO&Trio presenta in prima nazionale “Un cielo da guardà. Il sogno di Fellini”, con Antonella Carone, Tony Marzolla e Loris Leoci, una favola surreale e musicale ispirata all’immaginario felliniano. Dal 22 al 24 gennaio arrivano infine Michele Altamura e Gabriele Paolocà di VicoQuartoMazzini con “I miei stupidi intenti”, tratto dal romanzo Premio Campiello di Bernardo Zannoni in scena con loro assieme a Giuseppe Cederna, una parabola filosofica e poetica che usa il mondo animale per interrogare il senso dell’esistenza.
Tra gli appuntamenti più attesi della stagione, il Teatro Piccinni ospiterà dal 19 al 21 febbraio 2027 “I figli della frettolosa”, spettacolo scritto, diretto e interpretato da Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari, produzione della Compagnia Berardi Casolari in collaborazione con la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse. Fondata nei primi anni Duemila da Gianfranco Berardi, artista pugliese originario di Bitonto e attivo a Crispiano (Taranto), e da Gabriella Casolari, originaria di Prignano sulla Secchia (Modena), la compagnia è oggi una delle realtà più autorevoli del teatro di ricerca italiano sui temi dell’inclusione e dell’accessibilità. Nel 2026 i due artisti sono stati insigniti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di Ufficiali dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana “per aver fatto dell’arte uno strumento per abbattere gli ostacoli della malattia e della disabilità”. Attraverso il punto di vista di chi percepisce il mondo oltre le immagini, I figli della frettolosa trasforma la cecità in una potente metafora della condizione umana e della difficoltà di orientarsi in una realtà sempre più complessa. Lo spettacolo coinvolge in scena anche persone non vedenti e ipovedenti nate da un percorso laboratoriale dedicato, dando vita a un’esperienza teatrale intensa e partecipata che intreccia racconto personale, impegno civile e ricerca poetica. Ci sarà un laboratorio di preparazione allo spettacolo dal 13 al 18 febbraio.
La danza: un cartellone internazionale e talenti del territorio
La sezione danza conferma la crescita del Piccinni come luogo di riferimento per la coreografia contemporanea. Il 29 ottobre la Compagnia AltraDanza inaugura il programma con “Mozartiana”, interpretato da Giuseppe Picone e Vito Pansini, con coreografie e regia di Domenico Iannone, omaggio fisico e poetico all’universo musicale di Mozart. Il 17 novembre il centro di produzione Porta d’Oriente-ResExtensa propone “Jogler” firmato dai Kor’sia, Mattia Russo e Antonio De Rosa, drammaturgia di Agnés Lòpez-Rio, una rilettura della figura del giullare medievale come simbolo di libertà e trasformazione. Il 10 dicembre torna il tradizionale Galà Internazionale di Danza San Nicola, ideato dalla Breathing Art Company con la direzione artistica di Simona De Tullio, che ogni anno porta a Bari artisti e compagnie provenienti da tutto il mondo. Il 30 gennaio è la volta di “Amazzoni” di Silvia Gribaudi (esclusiva regionale), lavoro che riflette sul corpo femminile come spazio di resistenza, libertà e affermazione collettiva. Il 17 febbraio il prestigioso Ballet Basel presenta “Dark Matter” di Marco Goecke, uno dei maggiori coreografi europei contemporanei, mentre l’11 marzo la MM Contemporary Dance Company e Fondazione i teatri propongono “Faun/La morte del cigno/Atto biano” una serata dedicata a Sidi Larbi Cherkaoui ed Enrico Morelli, con riletture contemporanee di capolavori della tradizione coreutica. Chiude il percorso, il 29 aprile, “Framework I” (esclusiva regionale), ideato da Roberta Ferrara per la compagnia Equilibrio Dinamico, che integra creazione artistica, repertorio e alta formazione in un unico dispositivo scenico.
La stagione si arricchisce inoltre delle collaborazioni con La Content, che cura lo Storytelling Festival (16-17 ottobre), con il BIFBA – Bari International Fest Bambin & Adolescenti* (10-14 novembre) organizzato dalla Cooperativa Sociale I bambini di Truffaut diretta da Giancarlo Visitilli e con il consolidato appuntamento di Babafesta, organizzata con il supporto di SPINE Bookstore, realtà culturale barese (8 ottobre), contribuendo a fare del Piccinni uno spazio aperto ai linguaggi della narrazione contemporanea e alle nuove generazioni. Info per biglietti e abbonamenti su pugliaculture.it.








