Rivolta delle gattare al Comune di Bari nel corso del consiglio comunale del 29 settembre. Al centro della protesta, la gestione delle colonie feline e, in particolare, l’utilizzo delle risorse destinate al servizio di pronto soccorso e alle sterilizzazioni.
Il Comune di Bari sborsa 14.300 euro mensili, ma ci sono mesi in cui la spesa arriva anche a 18.435 euro per il servizio di pronto soccorso gatti. Ma, nonostante queste risorse, secondo le tutrici delle oasi feline, il problema delle sterilizzazioni rimane grave. La critica è dunque alla spesa, ritenuta eccessiva e, secondo la portavoce delle tutrici di oasi feline, non utilizzata nel modo più efficace.
La richiesta è che i fondi vengano rimodulati e distribuiti equamente a tutte le associazioni feline, sostenendo non soltanto il servizio già esistente, ma anche le tutrici delle colonie, le oasi e chi quotidianamente si occupa degli animali. Tecnicamente, i soldi vengono intercettati dalla LAV, ma, sottolineano le tutrici, ci sono anche altre realtà che svolgono concretamente questo lavoro sul territorio.
La protesta arriva dopo cinque incontri con il sindaco avvenuti nei mesi scorsi, senza una risoluzione. Secondo le tutrici, la questione è stata rimandata alla ripartizione competente che, quando ha potuto ricevere la delegazione, non ha fornito risposte concrete. C’è poi il capitolo della struttura individuata, nata come canile, ma mai affidata materialmente. Ora le associazioni e le tutrici chiedono che l’amministrazione mantenga le promesse fatte nei mesi scorsi e intervenga sull’iter burocratico, sia per l’affidamento della struttura sia per il soccorso degli animali appartenenti alle colonie autorizzate.






