È iniziata la mobilitazione dei lavoratori di Adi in As, Ilva in As e dell’indotto a Taranto in occasione dello sciopero di 24 ore proclamato da Fim, Fiom, Uilm e Usb in tutti siti del gruppo. Nel capoluogo jonico si è svolta un’assemblea di due ore nel parcheggio della direzione in cui i segretari sindacali hanno fatto il punto sulla vertenza. Poi un gruppo di lavoratori e delegati ha occupato un tratto della statale 106 verso la raffineria Eni. Non sono esclusi altri blocchi stradali e le iniziative di protesta potrebbero proseguire nei prossimi giorni.
A Taranto l’attività produttiva è ferma con gli impianti in stand by in attesa del pronunciamento della Cassazione il 20 ottobre sulla chiusura dell’area a caldo. Gli operai chiedono al governo garanzie sul loro futuro che non possono limitarsi alla prosecuzione della cassa integrazione senza una reale prospettiva di rientro al lavoro. I sindacati chiedono impegni concreti per “un piano industriale di decarbonizzazione che riguardi tutti i siti, per un piano sociale che tuteli i lavoratori diretti, dell’appalto e in Ilva AS anche con strumenti straordinari e di risarcimento, per un intervento diretto dello Stato come garante della transizione e della tutela occupazionale”.
Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, si è recato al presidio dei lavoratori dell’ex Ilva che stanno scioperando per chiedere strumenti straordinari a tutela del loro futuro occupazionale e un piano di decarbonizzazione. Il primo cittadino ha espresso solidarietà ai manifestanti ribadendo l’appello al governo affinché dia risposte concrete che consentano di superare la fase di stallo e di costruire una prospettiva. Per il sindaco, ogni scelta relativa al futuro industriale dell’ex Ilva dovrà prevedere garanzie concrete per la tutela dei posti di lavoro e del reddito delle famiglie interessate.










