Potrebbero bastare due giorni ai giudici di Palazzo Diana Filo della Torre, sede del Tar Puglia a Bari, per valutare la richiesta della ex consigliera comunale Maria Carmen Lorusso di sospendere l’annullamento della borsa di studio da 25mila euro in Oncologia come “data manager” nell’ambito del progetto europeo Ubuntu, per un periodo compreso fra il 23 marzo 2026 e il 13 febbraio 2027, e vinta con un esame orale che le avrebbe consentito di sbaragliare gli altri candidati. La questione è stata discussa questa mattina, al termine i giudici si sono riservati ma è molto probabile che decideranno nell’arco di pochi giorni. Lorusso, sotto processo a Bari per voto di scambio politico-mafioso nell’ambito della maxinchiesta Codice Interno, l’8 giugno scorso era stata poi messa fuori con l’annullamento della procedura di selezione e del relativo contratto da parte del Policlinico di Bari: per l’azienda sanitaria Lorusso avrebbe sì dichiarato di avere in corso procedimenti penali ma, a parere del Policlinico, non lo avrebbe fatto sull’allegato richiesto ma con un’autocertificazione.
Una delibera firmata dal direttore generale spiegava anche che la Commissione non aveva fatto una verifica delle dichiarazioni dei candidati, trattandosi di un’attività rimessa all’Ufficio concorsi che effettivamente se ne era occupato. Nella stessa delibera, dava atto delle dichiarazioni rilasciate da Lorusso sul processo in corso al tribunale di Bari, e precisava che la procedura si era conclusa senza motivi ostativi. Poi il ribaltone, contro il quale Lorusso, moglie dell’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri condannato in primo grado a 9 anni di reclusione per voto di scambio politico-mafioso al termine della stessa inchiesta Codice Interno, ha presentato ricorso al Tar, chiedendo la sospensiva di quell’annullamento. Nel procedimento sono costituiti anche il Policlinico e la Regione Puglia.







