Perquisizioni e interrogatori sono in corso dalle prime ore dell’alba nell’ambito di una vasta operazione della Polizia, con il coordinamento della Dda e della Procura per i minori di Bari, in tutta la provincia barese. Secondo l’ipotesi investigativa “un folto gruppo di giovani e giovanissimi – si legge in una nota – era pronto a colpire e saccheggiare, sull’onda di quanto accaduto lo scorso fine settimana a Milano, diversi negozi” del centro di Bari. Sono ipotizzati i reati di istigazione a delinquere finalizzata alla devastazione e saccheggio, con finalità di terrorismo e la detenzione di armi, munizioni ed esplosivi.
I giovanissimi destinatari delle perquisizioni a Bari e provincia si erano organizzati su Telegram in un gruppo denominato “23 ottobre rivolta Bari”, visionabile da chiunque abbia un account Telegram. I controlli sono stati disposti dal procuratore capo Roberto Rossi, dal coordinatore della Dda Giuseppe Gatti e dalle pm Luciana Silvestris (della Dda) e Raffaella De Luca (della Procura minorile). Secondo gli inquirenti, gli organizzatori del movimento avrebbero promosso e pubblicizzato (anche formulando inviti e raccogliendo adesioni) imminenti mobilitazioni di massa da effettuarsi nel centro di Bari, anche con uso di armi e bottiglie molotov.
La Digos di Bari – fa sapere la Questura in una nota – ha “costantemente monitorato i principali social attraverso i quali i giovanissimi stavano organizzandosi per colpire, a partire dal pomeriggio di oggi, i negozi dell’alta moda italiana ed internazionale, oltre a negozi sportivi e di elettronica ubicati nel centro città”, in particolare in via Sparano, via Melo, via Argiro e Corso Vittorio Emanuele, che sono le principali strade dello shopping barese. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, inoltre, i giovanissimi erano in procinto di procurarsi armi, materiale esplodente e arnesi da scasso, da utilizzare anche nei confronti delle forze dell’ordine. Sono attualmente in corso, da parte della Digos e della Squadra Mobile della Questura di Bari, numerose perquisizioni ed interrogatori delegati. Al momento sarebbero 7 i maggiorenni coinvolti. In casa dei ragazzi sospettati, i poliziotti, durate le perquisizioni, stanno cercando armi, documenti, manoscritti, locandine pubblicitarie, telefoni cellulari o altre apparecchiature elettroniche, informatiche o digitali che confermerebbero l’organizzazione o l’istigazione di atti di devastazione, saccheggio e violenze.
“Il lavoro delle forze dell’ordine ha consentito ancora una volta di agire d’anticipo, intervenendo tempestivamente per prevenire possibili episodi di violenza che avrebbero potuto mettere a rischio la sicurezza della nostra città. Ringrazio il Questore, la Polizia di Stato, la Direzione Distrettuale Antimafia e la Procura minorile per la tempestività e l’attenzione dimostrate”. Lo dichiara il sindaco di Bari Vito Leccese, commentando l’operazione di oggi nei confronti di giovanissimi che stavano programmando il saccheggio di negozi nel centro della città.
“Rivolgo un appello a tutte le persone che parteciperanno alle manifestazioni di domani – continua il sindaco – affinché Bari confermi di essere una città capace di esprimere posizioni anche di dissenso attraverso il dialogo e il confronto pacifico. Il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero è un valore fondamentale sancito dalla nostra Costituzione, che va tutelato da qualsiasi forma di violenza e di contaminazione”.
“Al di là delle manifestazioni di domani, da questa vicenda emerge un elemento particolarmente preoccupante: la giovanissima età delle persone interessate dalle indagini, tra cui figurano anche dei minorenni. È un segnale che non possiamo sottovalutare – conclude Leccese – e che deve richiamare tutti, istituzioni, famiglie e comunità educante, a una riflessione sulle condizioni che possono spingere ragazzi così giovani ad avvicinarsi a comportamenti violenti. La prevenzione non può esaurirsi nell’azione, pur fondamentale, delle forze dell’ordine, ma deve tradursi anche in un impegno educativo e sociale costante”.







